Ministero dell'Interno

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Il Palazzo

immagine dei soffitti del Viminale
Il palazzo del Viminale fu concepito da Giovanni Giolitti come sede dell'Esecutivo. Secondo le intenzioni dello statista, avrebbe dovuto ospitare il centro nevralgico del potere poichè la carica del presidente del Consiglio dei ministri e quella del ministro dell'Interno a quel tempo facevano capo ad una stessa persona

Nel 1961 il Viminale divenne sede esclusiva del ministero dell'Interno dato che la Presidenza del Consiglio si era trasferita a palazzo Chigi. Giovanni Giolitti commissionò all'architetto Manfredo Manfredi la progettazione del Viminale, che doveva sorgere, secondo la volontà dello statista, accanto al Quirinale e al Parlamento.

L'incarico, conferito a Manfredi nel 1911, comportò anni di lavoro nel corso dei quali il progetto originario subì svariate modifiche. Il progetto definitivo fu approvato il 15 ottobre del 1912 dal ministero dei Lavori Pubblici. Il 23 ottobre dello stesso anno anche il Consiglio di Stato diede la sua approvazione. I lavori di costruzione, per un importo di spesa pari a circa venti milioni di lire, terminarono nel 1923. Il grande Scalone d'onore del palazzo della Presidenza, solo parzialmente completato e privo delle previste decorazioni, fu completato successivamente.

Il palazzo fu inaugurato ufficialmente il 9 luglio 1925. L'architetto Manfredo Manfredi, ispirandosi alla classicità greco-romana, ebbe cura di fondere gli stilemi architettonici della Roma dei Cesari con il gusto solido e monumentale del periodo.

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Ultimo aggiornamento:

Martedì 1 Dicembre 2015, ore 14:57