Vai al contenuto della pagina | Vai al menù di secondo livello
Home  |  Ministero  |  Biblioteche  |  La Biblioteca della Direzione Centrale per l'Amministrazione del Fondo Edifici di Culto

La Biblioteca della Direzione Centrale per l'Amministrazione del Fondo Edifici di Culto

Presso il Dipartimento per la libertà civili e l'immigrazione  esiste la biblioteca  della Direzione Centrale per l'Amministrazione del Fondo Edifici di Culto che raccoglie un fondo di notevole interesse storico ed artistico, formato da circa duemila volumi, di cui trecento editi dall'anno 1500 al 1830. Alcuni di essi sono ricchi di interessanti illustrazioni eseguite per la maggior parte con incisioni xilografiche e calcografiche. Il fondo librario antico, recuperato solo pochi anni fa da polverosi sotterranei del Viminale, è stato raccolto in questa piccola ma elegante biblioteca.

I testi si inseriscono splendidamente in questo ambiente dove l'antico ed il moderno si fondono delicatamente ed il profumo di legno e di libri contribuisce a creare una atmosfera magica ed antica.L'origine del fondo risale alla soppressione delle Corporazioni religiose avvenuta con le cosiddette "leggi eversive" della seconda metà del 1800. Si tratta di leggi che hanno disciplinato la destinazione di tutti i beni mobili ed immobili di proprietà dell'asse ecclesiastico. Molti di questi libri sono stati all'epoca destinati al Fondo per il Culto che allora aveva sede presso il Ministero della Giustizia e degli Affari di Culto.

Tra i testi più significativi del fondo antico è importante ricordare alcuni classici come Plutarco del 1552 e l'opera omnia di Platone del 1570. Di notevole pregio sono anche i Codici Teodosiani del 1586, gli Statuti della sacra religione di San Giovanni Gierosolimitano, pubblicati dalla Stamperia Camerale nel 1597, e le "Regulae Societatis Iesu" del 1635.
La piccola edizione del testo di John Barclay del 1627 "Io Barclaii Argenis", il frontespizio è incorniciato da una particolare incisione dal sottilissimo tratto, ricca di simbologia e molto decorativa. La singolare guida turistica della città di Napoli intitolata "delle notizie del bello dell'antico e del curioso della città di Napoli per i signori forastieri", scritta da Carlo Celano nel 1724, porta all'interno due splendide tavole incise ad acquaforte; una raffigurante la fontana Fonseca, l'altra la facciata del palazzo reale.

Tra le opere giuridiche vi è il trattato di Antonio Ludovico Muratori, "Dei difetti della giurisprudenza", del 1742 e le famose Pandette di Giustiniano nella edizione parigina, in tre volumi del 1748.Non mancano opere poetiche come l'opera completa di Pietro Metastasio nella edizione di Antonio Zatta stampata a Venezia nel 1781. Questa opera, divisa in 16 volumi, è ricca di interessanti incisioni che illustrano vari momenti dei poemi. Queste immagini sono molto interessanti perché illustrano i costumi, le ambientazioni d'epoca ed i paesaggi nei minimi dettagli e con particolare gusto.
Di grande valore sono anche le enciclopedie illustrate come quella francese di Diderot e D'Alembert del 1777, e quella di Charles Bonnet del 1720.Presenti inoltre raccolte di Bolle Papali, ricche d'incisioni decorative e marche tipografiche.Questi testi sono raccolti nel "Catalogo Fondo Antico" curato tenendo conto dei moderni criteri di catalogazione internazionale, e precisamente quelli riportati dall'International Standard Bibliographic Description (antiquarian), della International Federation of Library Association and Institutions.

Immagini di alcuni testi antichi [ »]


Icona Invia | Invia Icona Stampa | Stampa RSS | RSS
Ministero dell'Interno