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Linee guida di indirizzo generale

Il documento antimafia approvato dal CCASGO nell’ambito degli interventi previsti nel Programma delle Infrastrutture Strategiche (PIS), contiene prescrizioni in tema di strumenti di prevenzione e contrasto alle infiltrazioni mafiose, vincolanti per le amministrazioni aggiudicatrici, per l’impresa aggiudicataria e per tutti gli operatori economici della filiera che intervengono a qualunque titolo nella realizzazione dell’opera pubblica.

Il CCASGO ha dedicato una prima direttiva all’attività di monitoraggio antimafia, linee-guida anno 2005, ossia un atto di indirizzo a cui uniformare le diverse fasi di verifica e i conseguenti accertamenti.
In questo documento sono fornite le indicazioni che, nel settore dei controlli antimafia hanno rappresentano un primo rilevante elemento di novità.
Con la direttiva 2005 si focalizza l’attenzione sul contesto ambientale in cui è previsto che debba essere realizzata l’opera. Questo dato appare importante perché qualifica l’attività dei Prefetti e delle Forze di polizia, rappresentate nei Gruppi Interforze delle Prefetture-UTG, in questa sede viene effettuata una tempestiva analisi preventiva dei rischi, con riguardo all’ambito di incidenza territoriale della nuova infrastruttura.
E’ in questa fase che viene a emergere la possibilità di svolgere un ruolo incisivo di salvaguardia del tessuto economico locale che può essere minacciato da manovre intrusive della criminalità organizzata, interessata a volgere a proprio vantaggio ogni opportunità di guadagno.

L’altro elemento di novità regolamentato dalle linee-guida 2005, nel sistema di verifica antimafia delle Grandi Opere, è rappresentato dalla possibilità di eseguire accessi ispettivi presso i cantieri. Sul tema degli accessi e accertamenti nei cantieri è, successivamente, intervenuto il D.P.R. 2 agosto 2010, n. 150. Il Prefetto sulla base delle motivate proposte del Gruppo Interforze, dispone l’accesso sui cantieri e stabilisce quali seguiti debbano essere dati ai risultati conseguiti in sede di accesso.
Lo strumento ispettivo viene, in particolare, utilizzato nella fase di realizzazione dell’opera che presenta punti di vulnerabilità mafiosa.

Il quadro delle competenze del Comitato di Coordinamento è stato poi ampliato a seguito dell’entrata in vigore della legislazione d’urgenza per l’Abruzzo, per Milano EXPO 2015 e per il piano Carceri (rispettivamente art. 16 del d.l. 39/2009, convertito dalla legge 77 /2009; art. 3-quinquies del d.l. 135/2009, convertito dalla legge 166/200, e l’art. 17-quater del d.l. 195/2009, convertito dalla legge 26/2010).
Le disposizioni prevedono che i controlli antimafia sui contratti, subappalti e subcontratti per lavori, servizi e forniture, inerenti, rispettivamente, alla realizzazione degli interventi di ricostruzione in Abruzzo a seguito del sisma del 6 aprile 2009, alle opere e agli interventi connessi allo svolgimento dell’EXPO Milano 2015, nonché all’esecuzione del programma di interventi per la realizzazioni di istituti penitenziari, sono altresì effettuati con l’osservanza delle linee-guida indicate dal Comitato di Coordinamento per l’Alta Sorveglianza delle Grandi Opere, anche in deroga a quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n.252.

I fondamentali dell’azione del monitoraggio antimafia, elaborate nel tempo dal Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle Grandi Opere, sono stati recepiti dal CIPE, con deliberazione 3 agosto 2011, n.58, pubblicata sulla GURI del 4 gennaio 2012, n.3, avente per titolo “Approvazione linee guida per la stipula di accordi in materia di sicurezza e lotta antimafia ex art. 176, comma 3, lett e), del d.lgs. n. 163/2006 e s.m.i.”


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