Comitato unico di garanzia
Dal Comitato per le pari opportunità al Comitato unico di garanziaLa legge 4 novembre 2010 n. 183 ha disposto l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di costituire, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica il 'Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni' che sostituisce, unificando le competenze in un solo organismo, i Comitati per le pari opportunità ed i Comitati paritetici sul fenomeno del mobbing, che di fatto nel corso del tempo avevano visto l’intersecarsi e il sovrapporsi di funzioni e caratteristiche.
Il Comitato unico di garanzia (Cug) contribuisce all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico migliorando l’efficienza delle prestazioni collegata alla garanzia di un ambiente di lavoro caratterizzato da rispetto dei principi di pari opportunità, di benessere organizzativo e dal contrasto di qualsiasi forma di discriminazione e di violenza morale o psichica per i lavoratori.
Successivamente, con la Direttiva del marzo 2011, il ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione ed il ministro per le Pari opportunità hanno fornito le linee guida sulle modalità di funzionamento e sui criteri di composizione dei Comitati unici di garanzia.
Il ministero dell’Interno, con proprio decreto in data 24 febbraio 2012, e successive modifiche del maggio 2012, ha costituito il nuovo Comitato: Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni.
Il Comitato è costituito in forma paritetica da 16 componenti effettivi e 15 supplenti scelti fra il personale dell’Amministrazione civile dell’Interno (nelle varie qualifiche e carriere: prefettizia, dirigenza contrattualizzata e aree funzionali) e da 16 componenti effettivi e 15 supplenti nominati dalle organizzazioni sindacali.
Il Cug opera in un’ottica di continuità con le attività progettuali già proprie degli organismi preesistenti; fra i suoi obiettivi è quello di assicurare parità e pari opportunità di genere, rafforzando la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici; garantisce inoltre l’assenza di qualunque forma di violenza morale o psicologica e di discriminazione.
Esercita compiti propositivi, consultivi e di verifica nell’ambito delle competenze che la legge i contratti collettivi e le altre disposizioni demandavano ai Comitati per le pari opportunità e ai Comitati paritetici sul fenomeno del mobbing.
Presidente: prefetto Maria Cristina Cimmino
aggiornato il 12.07.2012





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