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Chiesa San Nicola da Tolentino

Nel 1618 il Regio Consigliere Scipione De’ Curtis donò un suo palazzo, edificato in questa zona tranquilla e panoramica, ai monaci agostiniani affinché ne facessero un’infermeria. I Panoramica Basilicapadri, in seguito all’eruzione del Vesuvio del 1631, vi trasferirono il Noviziato, fino allora ubicato nella oramai pericolosa Resina. Espulsi gli agostiniani sotto il decennio francese, la casa fu ceduta prima ai certosini di San Martino e quindi dal 1836 ai padri missionari vincenziani.
Una scenografica scala, realizzata in piperno e articolata in due rampe, dà l’accesso al convento. Dopo la prima rampa si trova l’atrio della chiesa, un tempo aperto come una loggia sul panorama per mezzo di una serie di archi murati nel Novecento. Le lapidi marmoree ricordano che qui la Vergine di Lourdes ha uno dei centri di più intensa venerazione.
L’interno mostra i segni di vari rifacimenti susseguitisi nei secoli. Ad un restauro di primo Settecento, secondo alcuni diretto da Domenico Antonio Vaccaro, spettano gli stucchi, molto alterati, ed il pavimento. Sono del XVIII secolo anche gli altari delle cappelle e quello maggiore, attribuito a Bartolomeo Granucci, allievo del Vaccaro; nonché, nella prima cappella a sinistra, i due pendants con l’Addolorata e San Giovanni Evangelista di Giuseppe Simonelli.
L’aspetto attuale della chiesa è da collegare ad un intervento di fine Ottocento, quando fu realizzato uno dei più importanti cicli pittorici di argomento sacro dell’epoca, vale a dire gli affreschi della volta, raffiguranti Scene bibliche, opera di Vincenzo Galloppi (1886-1890).
Le quattro tele che decorano la tribuna, ispirate alla storia della Madonna di Lourdes, sono, invece, opera di Francesco Saverio Altamura in collaborazione con Bernardo Hay (1886).
Un soggetto che trova la sua giustificazione nel fatto che in questa sede, nel 1873, si diede inizio al culto dell’Immacolata di Lourdes da parte della città di Napoli.


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