L'atrio della Presidenza
Nelle intenzioni di
Manfredi l'Atrio del Palazzo doveva rappresentare il biglietto da visita della residenza del Capo
del Governo e quindi doveva concentrare il massimo sforzo qualitativo sia nella scelta dei
materiali, sia nella raffinatezza della decorazione "perché l'Atrio non può certo mancare di una
certa signorilità se non certo paragonabile a quella che si ammira sfarzosa e
splendida nel Palazzo Braschi almeno non minore di quella severa e
dignitosa che si osserva in tutti i palazzi nuovi per le amministrazioni pubbliche in Roma
".
Purtroppo il progetto iniziale di Manfredi, sempre per motivi di
carattere economico, risultò nettamente ridimensionato anche nell'impiego dei
materiali (al posto del travertino fu usata una pietra meno pregiata denominata "botticino")
tanto da spingere il Manfredi a presentare le sue dimissioni, successivamente ritirate.
L'Atrio vero
e proprio è coperto da un soffitto ricco di intagli a finto travertino e di un
sontuoso vestibolo diviso in tre navate da quattro coppie di pilastri .
Questa complessa struttura risulta coperta da un sistema di otto piccole volte a crociera ed una vela centrale di innegabile effetto estetico. Sulle pareti innervate da un telaio di lesene che inquadrano sei porte maggiori e quattro minori si aprono altrettanti vani con raffinati battenti in legno intagliati secondo i canoni del raffinato Classicismo modernista.
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