Interventi e interviste
Interviste - Ministro Annamaria Cancellieri
20.06.2012
«Con la Libia vigileremo sul rispetto dei diritti»
Intervista su La Stampa di Guido Ruotolo
Il ministro Cancellieri: disonesto chi critica l’accordo
Gli ultimi dati aggiornati a queste ore parlano di 3.479 sbarchi dal primo gennaio, nello stesso periodo dell`anno precedente, gli sbarchi erano 45.398. Non siamo in una situazione di emergenza immigrazione, anche se la notizia del naufragio di Santa Maria di Leuca, con i 7 dispersi, ci addolora e racconta della disperazione di migliaia di persone in fuga dalla fame e dalla guerra, dalla discriminazione e dalla violenza. E, dunque, siamo ben consapevoli che lo scenario potrebbe cambiare con il precipitare di una crisi umanitaria. La situazione in Siria, anche da questo punto di vista, ci preoccupa molto.
Il ministro dell`Interno, Annamaria Cancellieri, risponde alle critiche delle agenzie umanitarie (da Amnesty International all`Alto commissariato sui rifugiati delle Nazioni Unite) sull`intesa con la Libia in materia di contrasto all`immigrazione clandestina (il cui testo è stato pubblicato dalla Stampa).
Ministro, le contestano che nell`accordo non sarebbero contemplate le garanzie per i richiedenti asilo.
«Non sopporto i pregiudizi ideologici, le prese di posizione a prescindere. Trovo un che di disonesto non riconoscere che in almeno due passaggi del testo si fa esplicito riferimento al rispetto dei diritti umani. E poi questa storia che l`accordo è segreto. Ancora da Tripoli, appena firmato il verbale, abbiamo esplicitato in un comunicato stampa i suoi contenuti. Il 16 maggio sono andata al Senato, alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani. E anche in quella occasione ho parlato dell`accordo».
Il punto in discussione è che la Libia non offrirebbe garanzie per il rispetto dei diritti umani...
«Intanto rammento che rispetto all`anno precedente, quest`anno sono state evase 34.100 richieste di protezione internazionale. Statisticamente è il 281% in più rispetto all`anno precedente»
Non è in discussione l`Italia, ma l`accordo tra Roma e Tripoli, nel momento in cui la Libia non riconosce la Convenzione di Ginevra del 1951.
«Annuncio solennemente che in ogni occasione inviteremo gli amici libici a sottoscrivere la Convenzione. Auspichiamo che le imminenti elezioni per l`Assemblea costituente in quel Paese portino a una stabilizzazione della situazione e a un fecondo processo di democratizzazione».
Nell`accordo si auspica la riapertura dei centri di accoglienza in Libia, centri che finora sono stati, secondo quanto riferiscono le agenzie umanitarie, dei luoghi di tortura.
«Abbiamo convenuto di chiedere un aiuto anche alla Commissione Europea perché partecipi alla riapertura dei centri. Ricordo che l`Italia si è fatta promotrice con il ministro di Giustizia e Affari interni della Commissione Europea della questione di affrontare come Unione europea il tema del contrasto .all`immigrazione clandestina».
Ieri con Gheddafi era pressoché impossibile per l`Unhcr o Amnesty International entrare in quei centri di accoglienza...
«Io guardo in avanti. Non credo che gli accordi tra governi precedenti possano essere rimessi in discussione. Penso però che i governi in carica debbano costruire una comune agenda di impegni da affrontare. Il nostro Paese continuerà a sostenere, in ogni sede, l`impegno per il rispetto dei diritti umani e farà tutto quanto è nelle sue possibilità perché si apra un circolo virtuoso di collaborazione, in Libia, tra le autorità locali e le agenzie umanitarie internazionali».
Nell`accordo del 3 aprile sottoscritto ai respingimenti in mare. Come intenderlo? È un comma che è stato cancellato?
«Ho detto che l`Italia rispetterà la sentenza della Corte europea di Giustizia. E, quindi, non seguiremo la via dei respingimenti in mare anche perché stiamo lavorando per creare le condizioni che la Libia si doti di strumenti e mezzi in grado di evitare le partenze dalle sue coste. Maggiori controlli sui confini terrestri e marittimi sono l`impegno assunto dalle autorità libiche. Noi lavoreremo per aiutarli a rispettare questi impegni».





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