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Interventi e interviste

Interviste - Ministro Giuliano Amato (17.05.2006-08.05.2008)

03.11.2006

'Più uomini, più mezzi, più risorse'

Intervento del Ministro dell'Interno Giuliano Amato sul quotidiano di Napoli 'il Mattino'

Quando a settembre abbiamo cominciato a riunirci al Viminale con il viceministro Marco Minniti e con il capo della Polizia Gianni De Gennaro per fare qualcosa per la sicurezza a Napoli non immaginavamo di arrivare in città a presentare il nostro Piano nel mezzo di una crisi così acuta. Ma le avvisaglie c'erano. I segnali che arrivavano erano chiari. Perciò ci siamo messi al lavoro per mettere insieme un pacchetto di misure strutturali, in grado di garantire in modo permanente il ritorno in città di un livello accettabile di sicurezza.

E' con questo obiettivo che da settembre abbiamo lavorato. Ogni settimana ci siamo visti al ministero anche con il sindaco Jervolino, con il presidente della Regione Bassolino, con il presidente della Provincia Di Palma e con i comandanti dei carabinieri, della Guardia di Finanza e della Forestale. Ognuno ha portato il suo contributo, ognuno ci ha messo uomini, mezzi, risorse.

Ne è nato il piano che presentiamo qui oggi, in anticipo rispetto all'appuntamento previsto all'inizio per il 9, per renderlo subito operativo. Perché siamo consapevoli che Napoli non può più aspettare e anche un solo giorno guadagnato può essere utile.

Il piano, dunque. Posso anticipare - senza entrare nei dettagli, di cui avremo modo di parlare oggi -  che questa volta si punta su interventi strutturali e non sulle ennesime misure tampone. Abbiamo rivisto radicalmente e con strumenti permanenti il modo in cui viene difesa la sicurezza dei cittadini.

Circa mille uomini in più saranno destinati al controllo del territorio strada per strada. Una parte di questi verrà da fuori città, e sarà destinata ad azioni strategiche contro specifiche aree criminali; un'altra sarà il frutto di una profonda riorganizzazione che sposterà centinaia di uomini dagli uffici al controllo del territorio, perché è lì che si combatte la sfida quotidiana contro i delinquenti.

Ci saranno quindi più risorse, anche grazie a una norma che consentirà agli enti locali di investire propri fondi in sicurezza. E ci saranno più mezzi,  a cominciare dalle motociclette per presidiare con agilità i vicoli della  città.

Il coordinamento tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, di cui si  parla da anni, diventerà finalmente una realtà. Abbiamo infatti messo in  atto una maggiore specializzazione operativa e una profonda redistribuzione  dei presidi sul territorio per evitare duplicazioni e non lasciare porzioni  di città scoperte: dal porto alla periferia, dalle strade a vocazione  turistica del centro storico ai comuni della provincia.

Un sistema capillare di telecamere collegate con la centrale operativa contribuirà, poi, a tenere le strade sotto controllo, permettendo l'invio di  una pattuglia ovunque si segnali un pericolo. Le risorse dell´intelligence saranno rafforzate e valorizzate nel loro fondamentale ruolo di prevenzione  del crimine. E per finire la Cittadella della Polizia. Un progetto, come ho  avuto modo di dire, cui tengo molto. Perché, oltre alla sua fondamentale  utilità operativa, sarà anche un simbolo, piantato al centro della città,  del nuovo corso che vogliamo inaugurare.

Sono misure forti e meditate. Che puntano a dare da subito ai napoletani una  maggiore sicurezza, ma anche a produrre effetti duraturi e permanenti. 

So bene, d'altra parte, che la questione Napoli va ben al di là della  risposta che possiamo dare con gli strumenti di un ministro dell'Interno.

Romano Prodi lo ha ben detto proprio oggi: c'è una crisi economica e sociale cui va posto rimedio. La camorra, con tutto l'esercito di piccoli e grandi criminali che le fa da corona, sarà sconfitta quando ogni bambino di Napoli avrà davanti a sé un percorso che, partendo dall'asilo, passando per la scuola e arrivando a un'opportunità di lavoro, gli consenta un progetto di vita nella legalità e per la legalità.

Su questo da ministro dell'Interno posso fare poco. Ma da membro di questo Esecutivo posso assicurare il mio impegno perché il futuro di quel bambino sia una priorità del nostro Governo".

Giuliano Amato





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