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Notizie

Ministro Roberto Maroni (08.05.2008-16.11.2011)

22.09.2010

Circolazione dei cittadini comunitari nella Ue, mancano le sanzioni. Già avviati i contatti con l'Europa

Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno Maroni durante il question time alla Camera a proposito delle politiche nei confronti delle comunità nomadi. Toccato anche il tema immigrazione, avanti con il potenziamento della rete dei Cie

Il ministro Maroni alla Camera dei deputatiLa lotta all'immigrazione illegale è una delle priorità del Governo ma la sua attuazione richiede, sul fronte dei rimpatri, il potenziamento della rete dei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) - attualmente 13 dislocati in 11 regioni italiane per un totale di 1.811 posti - nell'ottica di una loro più omogenea distribuzione sul territorio.

Lo ha dichiarato il ministro dell'interno Roberto Maroni oggi pomeriggio alla Camera dei Deputati nel corso del question time in risposta a un'interrogazione sulla presunta individuazione di un'area in provincia di Rovigo per la realizzazione di un Cie nel Veneto. In merito, ha dichiarato il ministro, non è stata ancora presa una decisione, mentre a proposito del metodo seguito per collocare i Centri Maroni ha sottolineato la sua impostazione rigorosamente collegiale - con la consultazione dei presidenti di regione e delle amministrazioni locali dopo attente valutazioni tecniche e d'impatto su territorio - smentendo che dietro l'agire del Governo ci sia una supposta «visione proprietaria delle istituzioni».

Rimane ferma, ha ribadito, la necessità di portare avanti il piano di implementazione dei Cie che ne prevede la realizzazione anche in Veneto, Toscana, Marche e Campania, allo scopo di potenziare le politiche di contrasto che hanno già portato in 2 anni, secondo i dati del ministro, al rimpatrio di oltre 52.000 persone e alla riduzione del 90% degli sbarchi sulle coste italiane meridionali.


Per quanto riguarda la politica del Governo italiano nei confronti delle comunità nomadi, oggetto della seconda interrogazione che prende spunto dai rimpatri volontari di rom incentivati recentemente dalla Francia, il ministro dell'Interno ha ricordato, sul fronte degli interventi 'in casa', il piano per il censimento dei campi nomadi avviato dal Governo nel 2008.

Il piano - slegato, ha precisato il ministro, da ogni riferimento alle etnie - ha portato all'individuazione di 361 campi abusivi abitati da 16.355 persone, per 2.657 delle quali, prive dei requisiti di permanenza in Italia, sono stati adottati provvedimenti di allontanamento. Mentre questa prima fase è stata di competenza dello Stato che ha stanziato 60 milioni, la seconda fase di sistemazione di chi ha diritto a rimanere, ha chiarito il ministro, è di competenza degli enti locali e il governo può solo svolgere un'attività di monitoraggio.

A livello europeo, invece, l'Italia ha avviato già dall'anno scorso, con l'appoggio della Francia, contatti con l'Unione per colmare la lacuna normativa, «oggetto del contendere» con la Commissione europea, dovuta alla mancanza di sanzioni per i cittadini europei che non rispettano i tempi di permanenza - 90 giorni - in Paesi Ue diversi dal proprio. «Agli Stati - ha ribadito il ministro - devono essere dati gli strumenti per sanzionare chi viola le previsioni della direttiva».





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