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Immigrazione

31.01.2007

Immigrati, presentato al Viminale dall'Ambasciatore Staffan De Mistura il rapporto della Commissione per le verifiche e le strategie dei Centri

De Mistura: "Non si propone la chiusura dei Centri, ma piuttosto un loro progressivo svuotamento". Amato: lavoro serio, nella massima autonomia

Il rapporto della Commissione per le verifiche e le strategie dei Centri per gli immigrati chiede un "progressivo svuotamento" dei CPTA, nell'ambito di una revisione dell'intero sistema.

Il Presidente della Commissione, Staffan De Mistura, ha illustrato il rapporto finale, ultimato solamente questa mattina, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta al Viminale, alla presenza del Ministro dell'Interno Giuliano Amato.
Nel suo intervento il Presidente ha sottolineato l'inefficacia del sistema attuale che "non risponde alle complesse problematiche di un fenomeno in continua espansione" e che comporta gravi disagi e costi elevatissimi.
"Non si propone la chiusura dei Centri - ha aggiunto De Mistura - ma piuttosto il loro progressivo svuotamento attraverso l'esclusione di alcune categorie di persone".

de misturaIl Ministro dell'Interno Amato ha ringraziato la Commissione, che "ha lavorato sei mesi seriamente", nella massima autonomia. "I nostri percorsi - ha detto - si sono avviati nella stessa direzione".
"Il CPT - ha osservato il Ministro - non è il cuore del fenomeno migratorio", ma fa parte di un tema molto più ampio, anche se ha assunto un valore simbolico "come se chiuderli, ha detto, facesse scomparire l'asprezza dell'immigrazione clandestina".
"Se pensassi che questo basta a risolvere il problema li chiuderei tutti", ha detto il Ministro.

Dai dati del rapporto della Commissione De Mistura si rileva che: � i centri di permanenza temporanea (CPT) in Italia sono 14 con 1.940 posti
� i centri di accoglienza (CPA) sono 5 con 2.394 posti
� i centri di identificazione per i richiedenti asilo (CID) sono 4 con 730 posti

Distinguendo tra i Centri di permanenza e i Centri di accoglienza, il Ministro Amato ha spiegato che "abbiamo bisogno" dei Centri di accoglienza ed è una responsabilità che l'amministrazione dell'Interno può gestire in collaborazione con gli Enti Locali ed il volontariato. I centri possono servire in modo temporaneo, gestiti in un rapporto umano che tiene conto delle persone. Il Ministro Amato, infine, ha concordato con il Presidente De Mistura sulla necessità di una maggiore trasparenza nei centri con la possibilità di accesso anche alla stampa.

Alcune proposte contenute nel rapporto illustrate dal Presidente De Mistura:

  • focalizzare il sistema "sulla persona" che deve essere "incentivata" a collaborare con le autorità nelle procedure di identificazione, anche attraverso il coinvolgimento della società civile nella gestione del fenomeno
  • le risposte all'immigrazione irregolare dovrebbero essere diversificate, secondo categorie di persone
  • lo svuotamento dei CPTA dovrebbe avvenire escludendo principalmente gli ex detenuti che si trovano in una condizione di promiscuità con assistenti familiari, colf, ecc, e con l'esclusione di altre categorie di persone
  • nei Centri non dovrebbero essere trattenute le persone bisognose di protezione sociale, le vittime di tratta o di grave sfruttamento, i minori, i richiedenti asilo
  • favorire il rientro in patria dello straniero irregolare con un sostegno economico per realizzare il suo progetto di vita nel paese d'origine con un programma di "rimpatrio concordato e assistito" per gli immigrati identificati o che collaborano fattivamente alla loro identificazione, che non hanno possibilità di essere regolarizzati in Italia e che non costituiscono pericolo per la comunità
  • per i cittadini non comunitari che risultano irregolari di ritorno, cosiddetti "overstayers", si propone una misura alternativa all'espulsione, qualora abbiano già vissuto e lavorato in Italia prima di cadere nell'irregolarità, si ipotizza un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro
  • espulsione e trattenimento dell'immigrato dovrebbero passare attraverso il giudice ordinario
  • maggiore trasparenza e coinvolgimento della società civile, l'accesso ai centri  dovrebbe essere consentito alla stampa, agli enti locali e alle associazioni.

 





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