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Sicurezza

29.01.2013

L’Italia aderisce al progetto CleanIt contro il terrorismo via web

Lo ha annunciato a Bruxelles il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri nel suo intervento alla conferenza sul ‘Contrasto dell’estremismo violento e sulle strategie per prevenire il diffondersi di messaggi estremisti, anche attraverso le nuove forme di comunicazione telematiche’

Cleanit«Il tema della comunicazione è da sempre connesso a quello della nascita e dell'evolversi delle diverse forme di radicalismo e di violenza eversiva nelle democrazie moderne. Un rapporto così stretto da far parlare di una vera e propria relazione simbiotica tra terrorismo e pubblicità, condizione indispensabile di affermazione e di permanenza in vita del fenomeno e dei suoi protagonisti. La persistenza di questo legame è stata rafforzata ma anche profondamente ridisegnata dall'avvento di Internet». Lo ha dichiarato oggi il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri nel suo intervento alla tavola rotonda ‘Comunicazione sull’estremismo violento e contro la comunicazione via internet’ che si è svolto a Bruxelles, presso il Palais d’Egmomt, nell’ambito della Conferenza ministeriale sul ‘Contrasto dell’estremismo violento e sulle strategie per prevenire il diffondersi di messaggi estremisti, anche attraverso le nuove forme di comunicazione telematiche’.
 

Nell’occasione il ministro Cancellieri ha annunciato formalmente l’adesione dell’Italia al progetto CleanIt, lanciato due anni fa dal governo dei Paesi Bassi, al quale avevano finora aderito dieci stati membri dell’Ue (oltre al paese promotore, Germania, Gran Bretagna, Belgio, Spagna, Ungheria, Romania, Austria, Danimarca e Grecia). Si tratta di un sistema di scambio delle informazioni sugli attacchi di hacker e condivisione dei metodi di difesa dal cyber-crime, con l’obiettivo specifico di trovare le migliori risposte all'uso del web da parte delle organizzazioni terroristiche che, grazie alla rete, trovano finanziamenti, fanno propaganda e proselitismo.

Le varie componenti istituzionali italiane, con l’avvento della Rete, hanno dovuto reimpostare le proprie strategie sul fronte investigativo, di prevenzione ed in termini di policy comunicative, ha affermato Cancellieri, «muovendosi nelle tre direttrici della iper specializzazione degli operatori di polizia, del rafforzamento della partnership tra pubblico e privato nelle strategie di diffusione di contenuti informativi legalitari, di sensibilizzazione ed educazione, specie delle generazioni più giovani, ad una uso ‘intelligente’ della rete».

Particolare impegno è stato riservato all’attività di formazione specialistica delle forze di Polizia che operano nel settore delle telecomunicazioni e della prevenzione. «La professionalità del personale destinato a tali funzioni – ha proseguito il ministro - si è potuta arricchire in termini di conoscenza di atteggiamenti devianti, discriminatori o tendenti a forme di radicalizzazione grazie ad appositi corsi di preparazione organizzati in collaborazione con istituzioni universitarie ed enti di ricerca. Particolarmente proficua, inoltre, si è rilevata l’interazione con rappresentanti delle comunità islamiche integrate che possono costituire un formidabile alleato nell’opera di individuazione e neutralizzazione dei processi di radicalizzazione ma anche nella costruzione di una 'contropropaganda' interna allo stesso mondo islamico. La preparazione di tali expertise nei corpi delle Forze di polizia ottiene il duplice effetto di garantire sia l’immediata reazione in termini contenutistici all’eventuale offensiva mediatica via web sia di approntare adeguate policies di controinformazione che viaggiano direttamente su rete».

In questa direzione è di imminente attivazione un nuovo portale web del Commissariato di polizia online che, accanto al tradizionale servizio pubblico connesso a situazioni di emergenza e pericolo, realizzerà una finestra di dialogo, collegata con i più diffusi social network, aperta alle minoranze e ai gruppi abitualmente oggetto di discriminazioni di tipo razziale, ideologico, religioso e sessuale.

«Una specifica attenzione inoltre è stata dedicata all’obiettivo di orientare le giovani generazioni ad un uso della rete critico e intelligente, ha concluso Cancellieri, tenuto conto che, non di rado, un certo genere di messaggistica on line ha una carica di violenza e di contenuto discriminatorio 'occulti', di non immediata decifrabilità».





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