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Notizie

Vittime di reati di stampo mafioso

21.03.2012

Cancellieri ai familiari delle vittime della criminalità: «Lo Stato è sempre dalla vostra parte»

A Napoli per celebrare la Giornata della memoria e dell'impegno, la titolare del Viminale ha evidenziato l’importanza di un'azione rapida ed incisiva dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati per «colpire veramente» le organizzazioni criminali

«Lo Stato c'è, vi siamo molto vicini e se le risposte non sono adeguate fatecelo sapere». Lo ha detto il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, rivolta ai familiari delle vittime della criminalità organizzata nel corso dell'incontro oggi a Palazzo Reale a Napoli, in occasione della Giornata della memoria e dell'impegno, presenti il prefetto del capoluogo partenopeo Andrea De Martino, il governatore della Campania Stefano Caldoro, il sindaco della città Luigi De Magistris e il direttore del quotidiano ‘Il mattino’ Virman Cusenza.

Stella polare della lotta alla criminalità organizzata è colpirla nella sua ricchezza. È l’unico modo, ha sottolineato il ministro, per «colpirla veramente». Un'azione che prevede contestualmente un'attività veloce, incisiva e manageriale dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, il cui ruolo è stato al centro dell'intervento della titolare del Viminale.

Sollecitata dalla giornalista del Tg1 Monica Maggioni che ha condotto l’evento, il ministro Cancellieri ha evidenziato che il problema dei beni confiscati alle mafie è sicuramente «complesso» ma anche che «può ora trovare risposta nell'Agenzia per i beni confiscati». Cancellieri ha quindi ricordato che passano dai 10 ai 12 anni tra il sequestro e la confisca per effetto di una «procedura molto complessa ma nel contempo necessaria». Le imprese che passano dal controllo della camorra allo Stato, ha osservato, vivono un salto difficile da affrontare. Passano da un sistema «falsato», con una loro competitività non determinata certo dalla qualità dell'azienda ma dal sostegno criminale, al mare aperto del mercato. «Prima – ha proseguito - si potevano permettere di vendere a 80 invece che a 101 ciò che costava 100». Quando si toglie il manto protettivo della criminalità, ha osservato Cancellieri, diviene per loro indispensabile essere «molto serie, rigorose, produttive».

C'è chi vorrebbe cancellarle, ha rimarcato, ma sarebbe «un grosso errore». «Bisogna invece dare a queste aziende la possibilità di essere competitive. All'inizio dando anche loro una mano». 
È una sfida, nelle parole del ministro, che va colta affinché non si dica che «le cose stavano meglio prima quando erano legate alla camorra». Se ciò non avvenisse, ha poi aggiunto, «si colpirebbero i lavoratori, che non sono camorristi, gente comune che verrebbe in questo modo punita senza colpa».

La risposta, quindi, è l'Agenzia «che di fatto è nata adesso, i decreti attuativi sono in vigore da due giorni», ha commentato facendo notare che, sebbene impieghi attualmente soltanto 30 dipendenti, dispone comunque di una struttura che le consente «avere contatti con tutto il mondo imprenditoriale». Prevista anche la possibilità di un autofinanziamento attraverso l’utilizzo di una parte del patrimonio che gestisce.

Rivolta ai giovani presenti alla cerimonia, il ministro Cancellieri li ha invitati a mobilitarsi con forza contro la criminalità organizzata, spiegando loro che «se non si conosce fino in fondo il male, non si può reagire». Essenziale, quindi «fare molta cultura e comunicazione».

L’evento si è concluso con l’esibizione sul palco di un’orchestra di ragazzi, alcuni dei quali provenienti dall’istituto penale minorile di Nisida, che hanno esaudito una richiesta ‘speciale’ dello stesso ministro intonando le note dell’Inno alla Gioia, per poi farle dono di una maglia bianca con la scritta 'La camorra non vale niente'.





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