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Pragmaticarum Regni Siciliae Novissima Collectio. Tomus I. Panormi MDCXXXVI Sumptibus Angeli Orlandi

3 volumi, Palermo 1636-1637
Il volume esposto è il primo: 50 pp. n.n., 444 pp., 10 pp. n.n.


Collocazione: I - J - 76/1-3


28,5 x 20 cm


Legatura in pergamena in stato di conservazione non buono.


Sul recto del foglio di guardia nota manoscritta di proprietà: "Ex Libris Dominici Grassellini".


Frontespizio inciso. In alto tre figure femminili: al centro la iustitia coi suoi attributi della spada e della bilancia; alla sua destra probabile allegoria della prudentia che regge una verga con due serpenti attorcigliati, alla sua sinistra una figura che regge la cornucopia, simbolo sia della fortuna che della speranza, oltre che, ovviamente, dell'abbondanza. Ai loro lati due putti che reggono due medaglioni con immagine allegoriche della Sicilia: a sinistra una donna, attorno alla quale corre la scritta SICILIA, che tiene nella mano destra una spiga di frumento, evidente allusione alla ricchezza di grano che faceva chiamare la Sicilia il granaio d'Europa; a destra il medaglione con la figura simbolica di una testa con tre braccia, le mani delle quali reggono anch'esse tre spighe di grano, e, intorno, la scritta  TRINACRIA.
Nella parte inferiore dell'incisione si trovano, divise in due gruppi, ciascuno di due persone, le figure di quattro famosi legislatori della Sicilia antica: a sinistra Cerere di Enna (CERES ENNENSIS PRIMA LEGES DEDIT) ed Elionatte di Imera (HELIONACTES HIMERENSIS LEGUMLATOR); a destra Caronda di Catania (CHARUNDAS CATINENSIS LEGUMLATOR) e Diocle di Siracusa (DIOCLES SYRACUSANUS LEGUMLATOR). In basso, al centro: pianta della Sicilia con l'indicazione dei tre promontorii o vertici del "triangolo siciliano": a Ovest Lilibeo (oggi Capo Boeo), a Sud Pachino (o Capo Passero) e a Est Peloro (o Punta del Faro).
Manca qualsiasi indicazione dell'incisore.
Al centro del frontespizio, sotto l'indicazione del titolo, nuova nota manoscritta di proprietà: "Ex (libris) U(trius) I(uris) D(octoris) D(ominici) Grassellini".
Testo in caratteri romani e corsivi; fregi. Colophon: Panormi, Apud Decimum Cyrillum, MDCXXXV.


I tre volumi raccolgono e pubblicano le prammatiche siciliane, quelle fonti giuridiche che, in Sicilia, designavano le norme legislative emanate direttamente dal sovrano o dal viceré, col parere del Consiglio, ma senza la partecipazione del Parlamento.
Al primo volume, qui esposto, è premessa una dedica a Don Fernando Afan de Ribera y Enriquez, viceré di Napoli, capitano generale del Regno di Sicilia e governatore di Milano, che, venendo incontro ad una necessità già avvertita da anni, diede l'impulso alla stampa della raccolta completa delle  prammatiche siciliane, fino a quella data (1636) pubblicate solo in parte in un'edizione più antica.
Il detto viceré ne affidò la cura a giuristi dotti: Cataldo Fimia, giudice della Magna Curia Regia; Rocco Potenzano, maestro razionale, e Pietro d'Amico, avvocato fiscale del patrimonio regio.


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