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Il ministro dell'Interno e i prefetti da Papa Benedetto XVI - 14 ottobre 2011

Il Santo Padre ha ricevuto in Vaticano il ministro Roberto Maroni e i prefetti italiani. Chiesa cattolica e Stato concordi sulla necessità di costruire insieme una salda piattaforma etica fondata su legalità e coesione sociale

Roma, Città del Vaticano-Il Papa accoglie il ministro, i prefetti e i sottosegretariI prefetti della Repubblica italiana, accompagnati dal ministro dell'Interno Roberto Maroni e dai sottosegretari Sonia Viale, Alfredo Mantovano e Michelino Davico, sono stati ricevuti questa mattina a Roma, in Vaticano, da papa Benedetto XVI, che li ha incontrati in udienza privata nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico.

La Chiesa cattolica, ha detto il Papa al ministro e ai prefetti - tra i quali il capo di gabinetto del ministro Giuseppe Procaccini e il capo della Polizia Antonio Manganelli, «è una realtà viva e vivificante». Consapevole che «tutti dipendiamo da tutti» essa desidera costruire con gli altri soggetti istituzionali e le realtà territoriali, ha aggiunto il Pontefice citando l'enciclica 'Sollicitudo rei socialis' di Giovanni Paolo II, «una salda piattaforma di virtù morali su cui edificare una convivenza a misura d'uomo».

Una visione condivisa dal ministro dell'Interno che nel discorso rivolto al Santo Padre ha evidenziato il bisogno «di un rinnovato impegno da parte di tutte le forze, laiche e religiose, per la costruzione di un'etica pubblica improntata a onestà e servizio».

Esprimendo al Papa gratitudine a nome personale e dei prefetti per l'«occasione storica che cade nell'anno del 150° anniversario dell'Unità d'Italia», Maroni ha ribadito l'importanza di «coinvolgere tutte le componenti sane della collettività nella costruzione del bene comune in anni non facili a causa della crisi, delle difficoltà nel trovare un lavoro, delle grandi migrazioni di esseri umani alla ricerca di migliori condizioni di vita».
Roma, Città del Vaticano-Il Pontefice con il ministro dell'Interno Maroni e il capo di Gabinetto ProcacciniIn questa prospettiva, il governo è consapevole del «ruolo che la comunità ecclesiale ha svolto e potrà continuare a svolgere sul piano culturale, educativo ed assistenziale, per la coesione sociale e per la costruzione di uno spazio fondato sui valori della legalità, della collaborazione, del rispetto e della dignità della persona». Nella stessa direzione, ha assicurato il ministro dell'Interno, «l'Italia potrà contare sulla testimonianza e sull'impegno dei prefetti, chiamati oggi a farsi interpreti, sul territorio, di uno Stato moderno, che ha riconosciuto nella sua Costituzione la pari dignità delle Autonomie».

L'incontro, durato circa mezz'ora, ha un grande significato sul piano istituzionale come segno del rinsaldato patto di fiducia tra Chiesa cattolica e i prefetti quali autorità laiche garanti della legalità e della coesione. 

A loro il Papa si è rivolto sottolineando il «carattere 'quasi sacro' della funzione civile, che richiede di venire esercitata con grande dignità e vivo senso di responsabilità». Un «ruolo istituzionale delicato, quasi un presidio per le categorie più deboli, reso ancora più complesso e gravoso dalle presenti circostanze di incertezza sociale ed economica», ha proseguito il Pontefice esortando i prefetti ad essere pronti a trattare le questioni loro affidate «con grande senso del dovere e con prudenza, non venendo mai meno all'ossequio alla verità e al coraggio della difesa dei beni supremi».

In ricordo dell'incontro, i prefetti hanno donato a Benedetto XVI una targa che recita: «I Prefetti della Repubblica Italiana a Sua Santità Benedetto XVI, con sentimenti di devozione e gratitudine per l’udienza speciale loro concessa, rinnovano l’impegno istituzionale ed umano a presidio della legalità, della coesione sociale e della solidarietà».


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