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Panorama istituzionale

Riforma del Titolo V della Costituzione e competenze del Ministero dell'Interno

La riforma del Titolo V, parte II, della Costituzione della Repubblica italiana (approvata con la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, con il sostegno espresso dai cittadini attraverso il referendum) è una tappa fondamentale per il rinnovamento delle istituzioni italiane nella prospettiva dell’autonomia e della sussidiarietà.
Viene data completa attuazione al riconoscimento dell’autonomia e del pluralismo favorendo un ordinamento policentrico in cui il potere legislativo è ripartito tra lo Stato e le Regioni e il potere amministrativo è affidato alle autonomie locali sulla base del principio di sussidiarietà. Trova così una copertura costituzionale il percorso di riforma delle Autonomie locali, iniziato con la legge 142/90 e proseguito con l’attuazione della legge 59/97.
Con la riforma del Titolo v della Costituzione si rafforza il ruolo degli enti territoriali, nel senso di renderli più vicini alle esigenze sociali, nella prospettiva di rinsaldare il rapporto tra i cittadini e le istituzioni.

Aspetti principali della riforma

  • il riconoscimento costituzionale del potere normativo degli enti locali
  • la piena attuazione del riconoscimento costituzionale della primarietà dei Comuni e degli altri Enti locali nell’assunzione e nello svolgimento delle funzioni amministrative anche auto-disciplinate e la centralità della disciplina statale delle funzioni fondamentali degli Enti locali (articolo 117, comma 2, lettera p) come punto di garanzia e di equilibrio del sistema, nei confronti della legislazione statale e regionale di settore, che deve riguardare anche le Regioni a statuto speciale
  • l‘abolizione dei controlli di legittimità sugli atti degli Enti locali: è necessario un nuovo sistema di garanzie e di cooperazione istituzionale, incentrato sull’auto-regolazione degli enti locali

 

Che cosa fa il Ministero dell'Interno

 

Il Ministero dell'Interno assicura la corretta composizione degli organi elettivi degli Enti locali.

  • Alla Direzione centrale per i servizi elettorali è affidata la gestione e l'analisi dei dati delle elezioni comunali e provinciali, dei quali cura anche la raccolta informatizzata.
  • Il Dipartimento per gli affari interni e territoriali esercita il controllo sugli organi degli Enti locali predisponendo gli atti finalizzati allo scioglimento e adottando i provvedimenti di rimozione o di sospensione degli amministratori locali, nei casi previsti dalla legge. Una specifica attività di monitoraggio segue i casi di scioglimento dei consigli comunali e provinciali per infiltrazioni mafiose e condizionamenti di tipo mafioso.
  • Sempre il Dipartimento per gli affari interni e territoriali predispone i decreti sui compensi economici degli amministratori locali.
  • La consulenza in materia di elezioni e nomine presso Regioni ed Enti locali è svolta dall'Ufficio di Coordinamento dello stesso Dipartimento, che risponde ai quesiti attinenti le cause di ineleggibilità e di incompatibilità degli amministratori in relazione a specifici reati.

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