Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive
Organismo che favorisce la migliore attuazione delle disposizioni in materia di prevenzione e contrasto della violenza in occasione di manifestazioni sportive
L'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive è un organo di consulenza tecnica per l'attuazione delle disposizioni e delle misure in materia di prevenzione e contrasto della violenza in occasione di manifestazioni sportive. Nato nel 1999 da un accordo tra Ministero dell'Interno e Ministero per le attività culturali, é stato regolamentato dalla legge n. 210 del 17 ottobre 2005.
I compiti dell'Osservatorio sono:
- monitorare i fenomeni di violenza e intolleranza commessi in occasione di manifestazioni sportive e lo stato di sicurezza degli impianti sportivi
- esaminare le problematiche relative alle manifestazioni in programma e stabilire i livelli di rischio delle manifestazioni
- approvare le linee guida del regolamento d'uso per la sicurezza degli impianti sportivi
- promuovere iniziative coordinate per la prevenzione dei fenomeni di violenza e intolleranza in ambito sportivo, anche in collaborazione con associazioni, rappresentanze di tifosi organizzati e club di sostenitori, enti locali, enti statali e non statali
- definire le misure che possono essere adottate dalle società sportive per garantire il regolare svolgimento delle manifestazioni sportive e la pubblica incolumità
- pubblicare un rapporto annuale sull'andamento dei fenomeni di violenza ed intolleranza in occasione di manifestazioni sportive.
Fanno parte dell'Osservatorio le forze dell'ordine ma anche le istituzioni che rappresentano il mondo del calcio, direttamente o indirettamente, come la Federcalcio, il Coni, la Lega professionisti e quella dei dilettanti, e pure società che si occupano di trasporti (come Trenitalia). Alle riunioni possono essere invitati rappresentanti di soggetti pubblici e privati, interessati alla prevenzione e al contrasto della violenza in occasione di manifestazioni sportive. L'Osservatorio è, quindi, un 'tavolo' complesso al quale siedono complessivamente 13 votanti, interessati a un obiettivo comune: sicurezza dei tifosi ma anche dei poliziotti, dei carabinieri, dei vigili del fuoco o del personale "civile" che lavora a ogni appuntamento calcistico e sportivo. Si vota a maggioranza assoluta: le decisioni, dunque, sono prese realmente da tutti. L'Osservatorio ha l'obiettivo di portare rapidamente alla "normalità" tutto quello che ruota intorno al calcio, tifosi in testa: acquistare un biglietto, essere identificabili e identificati, potersi sedere nel posto assegnato dopo i controlli di sicurezza avvenuti all'ingresso e, soprattutto, godersi lo spettacolo. Il tutto in uno stadio a norma.
Negli stadi è possibile entrare con magliette, coccarde, sciarpe, bandiere "normali", striscioni e materiale per le coreografie. Le società ospiti devono sempre comunicare, anche con procedura telematica, le misure, la grafica e i contenuti degli striscioni che intendono esporre. Negli stadi sono sempre vietati: striscioni con contenuto di discriminazione razziale, violento, vilipendio, offensivo; tamburi, strumenti a percussione, megafoni; bandiere che intralcino la visuale e lo spettacolo in campo; materiale non preventivamente autorizzato.
L'Osservatorio ha anche introdotto una "scala di rischi": un "termometro" di valutazione delle partite secondo un rischio da 0 a 3 in base a parametri quali l'impianto sportivo, i rapporti tra le tifoserie, i precendenti, l'importanza sportiva della gara. Dopo l'emanazione del decreto legge 8 febbraio 2007, n. 8, ad esempio, in notturna si disputano esclusivamente le partite a rischio 0.
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