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Secondo Pacchetto sicurezza

Contiene un decreto legge e un ddl, presentati dal ministro dell'Interno, su allontanamento dei cittadini comunitari, potenziamento dell'Agenzia per i beni confiscati e misure restrittive contro prostituzione e violenza negli stadi. Prefetto e forze di polizia assicureranno l'attuazione delle ordinanze dei sindaci in materia di sicurezza urbana. Da gennaio wi-fi liberalizzato

Via libera dal Consiglio dei ministri del 5 novembre 2010 al secondo pacchetto sicurezza, presentato dal ministro dell'Interno Maroni, che contiene diverse misure: dall'allontanamento coatto dei cittadini comunitari, alla possibilità di rimpatrio per prostituzione in strada, al potenziamento dell'Agenzia per i beni confiscati alle mafie, fino all'arresto in 'flagranza differita' per i responsabili di incidenti durante le partite di calcio.
Il pacchetto è articolato in due distinti provvedimenti: un decreto legge e un disegno di legge.

SenatoIl decreto legge

L'assemblea del Senato, nella seduta del 15 dicembre 2010, ha approvato in via definitiva, con 162 voti a favore, 97 astenuti e 1 voto contrario il decreto legge 12 novenbre 2010, n. 187 recante misure urgenti in materia di sicurezza.
Il provvedimento, già approvato dalla Camera, non è stato modificato, ed è quindi legge.

Il contenuto del secondo pacchetto sicurezza

Il nuovo pacchetto prevede un maggiore potere dei sindaci in tema di sicurezza attraverso il loro potere di ordinanza, infatti, il prefetto dispone il concorso delle Forze di polizia per assicurare l'attuazione delle ordinanze in materia di sicurezza urbana.

Sarà rafforzata l'Agenzia per i beni confiscati alle mafie, che potrà autofinanziarsi mettendo a reddito una parte de beni confiscati; ciò consentirà l'aumento delle risorse umane e finanziarie per aprire nuove sedi regionali a Napoli, Palermo, Milano e Bari dopo quelle già operative a Reggio Calabria e Roma.

Sull'allontanamento dei comunitari ha spiegato Maroni «C'è una norma europea la 38 del 2004, che prevede che se un cittadino dell'Unione europea vuole risiedere stabilmente in un paese oltre i 90 giorni deve rispondere a determinati requisiti e cioè avere un lavoro, un reddito e un'idonea abitazione. La violazione non è oggi sanzionata e dunque noi introduciamo una sanzione che è l'invito ad allontanarsi» per il cittadino comunitario. Se questo invito non viene rispettato, ha aggiunto Maroni, «è prevista l'espulsione del cittadino comunitario per motivi di ordine pubblico». La norma è stata inserita nel disegno di legge e non nel dl perchè il governo ha voluto «notificare la proposta alla Comunità europea per sapere se la Commissione è d'accordo o meno».


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