Arrestato foreign fighter italiano. Lamorgese: confermata l’efficace azione di prevenzione dei nostri apparati di sicurezza e intelligence

Arrestato foreign fighter
20 Gennaio 2021
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Ultimo aggiornamento
Mercoledì 20 Gennaio 2021, ore 16:32
L'operazione della Polizia di Stato condotta grazie ad una intensa collaborazione internazionale

«L’operazione della Polizia di Stato coordinata dalla Procura della Repubblica dell’Aquila, che ha condotto all’arresto del foreign fighter italiano per associazione con finalità di terrorismo internazionale, conferma l’efficace azione di prevenzione svolta dai nostri apparati di sicurezza e intelligence, anche grazie alla intensa e proficua collaborazione con gli altri Paesi», ha dichiarato il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

Il 24enne, cittadino italiano, di origini abruzzesi, ma nato e residente in Svizzera, è stato arrestato per aver partecipato ad un’associazione terroristica di matrice islamica quale Jabhat Al Nusra - affiliata al movimento terroristico Al Qaeda - e per aver diffuso attraverso la piattaforma del social network Facebook alcuni video inneggianti allo Stato Islamico.

Ieri mattina, all’aeroporto di Hatay in Turchia, i poliziotti turchi hanno consegnato a quelli italiani il foreign fighter di origini abruzzesi. Sulla pista dello scalo abruzzese c’erano ad attenderlo gli investigatori della DIGOS che lo hanno condotto in Questura a Pescara.   

Per giungere all’individuazione della persona arrestata, i poliziotti italiani hanno utilizzato strumenti investigativi tecnici e - grazie anche alla collaborazione delle polizie svizzere e turche – sono riusciti ad acquisire importanti riscontri dell’effettivo coinvolgimento del soggetto nei combattimenti sul territorio siriano contro le truppe del presidente Assad e riguardo alla sua costante presenza nell’area, al confine tra la Siria e la Turchia, controllata dai gruppi di Jabhat Al Nusra.  

L’operazione che ha portato alla cattura del terrorista ed alla messa in sicurezza della famiglia - composta dalla moglie tedesca di origini turche e di quattro figli minori (di 10, 5, 4 e 2 anni) di cui gli ultimi tre, nati in Siria ma a tutti gli effetti cittadini italiani -  è stata caratterizzata da una ininterrotta attività di persuasione nei confronti del foreign fighter affinché si consegnasse alle autorità italiane, attraverso l’opera dell’esperto per la sicurezza della Polizia di Stato ad Istanbul ed il costante supporto del personale dei servizi di sicurezza esterna dell’AISE.

La responsabile del Viminale ha ribadito «la necessità di porre massima attenzione ed impegno per contrastare la radicalizzazione e il reclutamento nelle file dei gruppi terroristici, attraverso il monitoraggio continuo del fenomeno e l’intensificazione dello scambio internazionale di informazioni per rintracciare le persone coinvolte in attività terroristiche».

Fonte: Polizia di Stato

20 Gennaio 2021