In aumento nei primi 9 mesi 2021 gli atti intimidatori contro amministratori locali

Immagine del grafico sui dati a livello nazionale pubblicato durante la videoconferenza
13 Gennaio 2022
Temi
Ultimo aggiornamento
Giovedì 13 Gennaio 2022, ore 20:57
I dati dell'Organismo tecnico di supporto all’Osservatorio nazionale. Focus sul Piemonte

Sono aumentati del 16,9% in Italia nei primi 9 mesi del 2021 rispetto al corrispondente periodo del 2020 gli atti intimidatori nei confronti di amministratori locali, con 541 casi rispetto a 463. La Lombardia è la regione nella quale si registrano più casi, 79, nel periodo considerato, seguita da Campania, con 60 casi, e Pugia, con 54. La provincia più colpita dal fenomeno semrpe nei primi 9 mesi 2021 è quella di Torino, con 30 episodi, seguita da Napoli e Milano (29). Complessivamente, nel 20% dei casi, si è trattato di intimidazioni tramite social network.

I dati sono emersi oggi durante la riunione in videoconferenza dell'Organismo tecnico di supporto all’Osservatorio nazionale sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali guidato dal vicedirettore generale della Pubblica sicurezza e direttore centrale della Polizia criminale Vittorio Rizzi, che ha presieduto l'incontro insieme con il prefetto di Torino Raffaele Ruberto.

Nel corso della videoconferenza, infatti, è stato dedicato un focus alla regione Piemonte, al 6° posto della classifica regionale a causa di un lieve aumento dei dati nel periodo considerato, rispetto al quale Torino e il suo territorio metropolitano spiccano al primo posto in confronto al resto dei territori italiani.

Spicca, sempre nell'ambito del focus sul Piemonte, una maggior percentuale di atti intimidatori avvenuti via/sui social (il 30% del totale), mentre per quanto riguarda le vittime degli episodi, nel 70% dei casi si tratta di sindaci. Le matrici, o motivazioni degli atti, invece, nella maggior parte dei casi sono ignote, ha riferito il prefetto Ruberto, mentre tra quelle note prevalgono (70%) le tensioni politiche e sociali.

Alla riunione dell'Organismo tecnico di supporto, conclusa dal prefetto Rizzi ribadendo l’importanza della condivisione tempestiva delle informazioni fra tutti i soggetti coinvolti, hanno partecipato anche i prefetti del Piemonte, il procuratore generale presso la corte d’appello di Torino, il comandante della Legione Carabinieri del Piemonte e Valle d’Aosta, il comandante regionale della Guardia di Finanza, il vicequestore vicario di Torino, il presidente di ANCI Piemonte, il vicesindaco di Torino e il direttore dell’ufficio scolastico regionale.

Il grafico a istogrammi e a torta con le modalità degli atti intimidatori verso amministratori locali