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A Belluno linea dura contro chi viola le regole del distanziamento

22 Maggio 2020

Ultimo aggiornamento:

Venerdì 22 Maggio 2020, ore 13:06
Il prefetto: «La riapertura non si riveli un fallimento»

E' forte il richiamo al rispetto delle regole del distanziamento sociale che il prefetto di Belluno, Adriana Cogode, lancia nell'intervista di oggi al Corriere delle Alpi.

Cogode, che ha riunito in questi giorni le forze dell'ordine e i gestori che sono tornati in attività lunedì, ha constatato «che qualche problema c'è e bisogna correre ai ripari». Per questo annuncia, una «linea dura» nei prossimi giorni sul fronte dei controlli.

«Abbiamo fatto il punto a due giorni dall'apertura delle attività per capire quale fosse l'andamento, sia da parte dei gestori che della cittadinanza. L'esito è stato positivo e soddisfacente per quanto riguarda il comportamento dei titolari delle attività di ogni ordine, dai parrucchieri ai baristi, come già sapevamo nelle industrie. Ma non possiamo dire lo stesso delle persone che hanno fruito dei locali pubblici».

«Non tutti rispettano il distanziamento e indossano le mascherine - rileva il prefetto - mettendo "in imbarazzo" i gestori "perché i loro richiamo non sempre sono sufficienti a far rispettare le prescrizioni».

«Inizialmente l'obiettivo era lanciare un messaggio di prevenzione più che di contrasto, ma non bisogna approfittarne. Se la sanzione è l'unico strumento utile a far rispettare le regole, dovremo fare le multe. Il senso di responsabilità della clientela incide moltissimo anche sulla possibilità per gli imprenditori di poter lavorare dopo un lungo periodo di chiusura». 

Il prefetto sottolinea infatti che «il gestore, oltre alla multa, rischia la chiusura del locale per diversi giorni» e avverte sul rischio di dover «segnalare al governo che la situazione non è sotto controllo se dovesse perdurare una condizione di diffusa illegalità. L'arroganza, il pensare di essere superiori - nel non rispettare le regole - è sbagliato per la salute di tutti e compromette un forte sacrificio anche di natura economica».

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