Beni confiscati: analizzare le criticità per accelerare la destinazione alla collettività

Anbsc Agenzia nazionale beni confiscati
8 Gennaio 2021
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Ultimo aggiornamento
Giovedì 21 Gennaio 2021, ore 12:12
Convenzione tra Anbsc e università Federico II nell'ambito della più intensa collaborazione con il mondo accademico

Analizzare le conseguenze socioeconomiche delle confische dei beni nella disponibilità delle mafie e le attività necessarie al superamento delle criticità che ostacolano o rallentano la restituzione alla collettività dei patrimoni mafiosi per un riutilizzo a fini sociali sono i punti che caratterizzano la convenzione operativa siglata tra il direttore dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc), prefetto Bruno Corda, e dal direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche (Dises) dell'Università degli Studi di Napoli 'Federico II', professoressa Maria Gabriella Graziano. 

Per questo, saranno sviluppate metodologie per favorire lo scambio di informazioni tra ricercatori ed esperti del settore, anche nel quadro di collaborazioni con altri dipartimenti universitari, organismi di ricerca, nonché enti ed istituzioni impegnati nello studio e nel contrasto al fenomeno criminale.

Saranno promosse, inoltre, attività di ricerca attraverso collaborazioni tra docenti e ricercatori del Dises e personale dell'Agenzia, attività di tirocinio per laureandi, dottorandi di ricerca interessati ad analizzare tale fenomeno. Altro aspetto rilevante, la condivisione delle informazioni che riguardano la geolocalizzazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, la stima del loro valore, la destinazione d'uso e ogni altra informazione necessaria per la ricerca sulle conseguenze economiche del fenomeno criminale.

L'iniziativa si inserisce in un percorso di collaborazione avviato da tempo dall'Agenzia con altri atenei - quali l'Università degli Studi di Roma "Unitelma Sapienza", l'Università di Pisa, l'Università degli Studi Internazionali di Roma, la LUISS, l'Università Cattolica Sacro Cuore di Milano e l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna - per la promozione di progetti di studio, ricerca e formazione nello specifico settore dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.