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Beni confiscati, come valorizzarli? Formazione per i comuni del milanese

8 Novembre 2019

Ultimo aggiornamento:

Giovedì 14 Novembre 2019, ore 15:04
Primo incontro a Cisliano con 32 enti dell'area Ovest della provincia. Al via l'iniziativa della prefettura

Confronto ieri pomeriggio a Cisliano, provincia di Milano, su come strutturare progetti sostenibili per l'uso e la valorizzazione a fini sociali dei beni confiscati assegnati agli enti locali.

Si tratta del primo di due incontri con i comuni del milanese - 32 quelli coinvolti ieri iniziando dall'area Ovest della provincia - promossi dalla prefettura del capoluogo lombardo per offrire agli enti locali un canale diretto di supporto. L'obiettivo è quello di fornire informazioni, ad esempio sui fondi regionali dedicati, condividere buone pratiche e risolvere concretamente i problemi grazie al "front office" attivato con le istituzioni principalmente coinvolte nella gestione dei beni confiscati: l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc), la procura della Repubblica, il tribunale.

All'incontro presieduto dal prefetto Renato Saccone sono intervenuti la coordinatrice della direzione sitrettuale antimafia (Dda) della procura della Repubblica presso il tribunale di Milano Adriana Dolci, il dirigente della sede milanese dell'Anbsc Roberto Giarola, il presidente della sezione autonoma Misure di prevenzione del tribunale di Milano Fabio Roia, il presidente uscente dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci)-Lombardia e sindaco di Lecco Virginio Brivio. Presente anche la Fondazione Cariplo, che sostiene i comuni coinvolti nel mettere a punto progetti di utilizzo realizzabili e sostenibili.

A 29 dei 32 comuni coinvolti in questo primo incontro sono già stati destinati a oggi complessivamente 154 beni confiscati alle mafie, mentre per Cisliano è in corso la procedura di destinazione del complesso "La Masseria", dove si è svolto l'incontro.

Ma l'obiettivo concreto è quello di destinare entro il 2020 tutti i beni a oggi confiscati alle mafie in provincia di Milano, ha annunciato Saccone. In quest'ottica, il prefetto ha assicurato ai comuni la disponibilità dell'ufficio territoriale del governo milanese a supportarli anche favorendo il supporto in fase progettuale di altre fondazioni e/o istituti bancari della provincia.

Durante l'incontro è stato anche presentato dalla regione Lombardia il progetto di censimento geolocalizzato dei beni confiscati sul territorio.

Il monitoraggio della prefettura

L'iniziativa di informazione/formazione della prefettura è la risposta strategica individuata a settembre nell'ambito del nucleo di supporto all'attività dell'Anbsc sulla base dei risultati del monitoraggio condotto dalla stessa prefettura nei mesi precedenti sul comune di Milano e altri 3 della provincia in relazione all'uso dei beni confiscati trasferiti agli enti territoriali e sulle migliori progettualità esistenti.

La fotografia che emerge parla di un utilizzo prevalentemente per social housing e in generale per finalità sociali, mentre le criticità dipendono spesso anche da gap informativi.

Il prefetto Saccone in un momento dell'incontro con i comuni

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