Beni confiscati: a disposizione strutture che potrebbero aiutare la ripresa scolastica

Anbsc
30 Giugno 2020
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Ultimo aggiornamento
Martedì 30 Giugno 2020, ore 11:34
L' Agenzia nazionale ha individuato un primo elenco di beni immediatamente utilizzabili per la fase emergenziale

«Per ora abbiamo individuato 200 strutture, sono per lo più in Lazio e Toscana, ma sono ben 25 solo in Campania. Si tratta di strutture che potrebbero essere utilizzate non solo per dare respiro alle scuole, ma anche alle PA o privati che hanno necessità di più spazi per preservare il distanziamento interpersonale». Lo  evidenzia il direttore dell'Agenzia nazionale per la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata (Anbcs), prefetto Bruno Frattasi, in una intervista questa mattina a "Il Mattino di Napoli".

Mentre in pieno lockdown le scuole erano chiuse, infatti, l'Agenzia ha iniziato un corposo lavoro per verificare quali beni sottratti alle mafie potessero essere utili per aiutare le scuole a riprendere l'attività scolastica.

«Tutti i beni sui quali abbiamo effettuato le ricognizioni sono esclusivamente in buono o in ottimo stato di conservazione. Basterebbero piccoli interventi o, in alcuni casi, solo effettuare gli allacci ai servizi di acqua, luce e gas. È stata la nostra prima preoccupazione individuare solo beni da poter utilizzare in tempi brevissimi. Se la scuola ha bisogno di strutture per evitare il problema delle classi-pollaio e raggiungere l'obiettivo del distanziamento interpersonale tra i bambini - è l’invito del prefetto - può attingere al nostro patrimonio».

Il direttore dell’Anbcs evidenzia anche che «con un'adeguata programmazione, se si creasse  una situazione di ondata di ritorno del virus in autunno, è possibile trovare anche altri beni sottratti alla mafia da utilizzare non solo dalle scuole, ma da tutti coloro che ne avessero necessità. Anche per questo la nostra Agenzia in questi mesi ha avuto fondamentali interlocuzioni tanto con i comuni, attraverso l'Anci, ma anche con UnionCamere e la rete delle Camere di Commercio per rendere disponibili anche ai settori produttivi diversi capannoni che possono tornare utili per ampliare la produzione delle aziende che ne necessitassero».

Per la provincia Napoli queste strutture sono tre in città, una a Boscotrecase, a Cardito, a Ischia, a Mariglianella, a Saviano e due a Giugliano. «Le altre sono nelle altre province, in particolare nel Casertano. A Castel Volturno ci sono capannoni confiscati e operativi con un amministratore indicato dalle autorità. Potrebbe servire alle aziende del posto che hanno necessità di conservare i propri standard produttivi assicurando il distanziamento fisico dei propri lavoratori.

Queste strutture si prestano a molte tipologie d'uso. Ad esempio il ministro Lamorgese ha molto a cuore il Palazzo Fienga a Torre Annunziata, un bene sottratto ad un clan e che presto diventerà un polo multifunzionale per le forze di polizia. Non bisogna mai dimenticare che i beni della criminalità devono avere una funzione sociale e solidaristica». 

Una funzione che l'emergenza Covid può accelerare: «Basti pensare - evidenzia Frattasi - che a Palermo abbiamo dato in uso all'Asl locale un intero hotel che è servito per offrire alle migliaia di persone rientranti dal Nord. I numeri sono ottimi. Alla fine dello scorso anno abbiamo stilato un elenco di mille strutture da conferire, soprattutto nel Casertano. Per oltre la metà c'è stata una manifestazione di interesse da parte dei sindaci e dei vari enti interessati. Le scuole potrebbero beneficiarne subito».