In calo gli atti intimidatori agli amministratori locali nel primo semestre 2020

Sindaci
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Imagoeconomica
19 Novembre 2020
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Ultimo aggiornamento
Giovedì 19 Novembre 2020, ore 10:24
Cambia il modus operandi, non più solo fisico e verbale: ora la minaccia viaggia anche in Rete

In calo gli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali. Nel primo semestre 2020 sono stati 319 contro i 336 dello stesso periodo dell'anno precedente. Una diminuzione del 5,1%, trend che viene confermato anche dall'andamento del fenomeno nel terzo trimestre 2020 che registra 143 episodi rispetto al secondo trimestre dello stesso anno che, invece, ne regista 182. 

E' quanto risulta dai report dell’Osservatorio costituito al Viminale. Compito dell'organismo, monitorare il fenomeno sul territorio, favorire e potenziare lo scambio di informazioni e il raccordo tra Stato e gli enti locali, individuare strumenti di contrasto e indicare strategie di prevenzione.

Dai dati relativi al primo semestre 2020, risulta che la regione che ha segnalato il maggior numero di atti intimidatori è stata la Puglia con 41 eventi rispetto ai 33 dell’anno precedente, seguita da Lombardia (37), Campania (33), Sicilia (31), Calabria (29), Emilia Romagna (23) Lazio (19), Sardegna (16), Veneto (15) e Toscana (14).

Nel complesso degli atti intimidatori (319), 177 sono di matrice ignota (55,4%), 46 per tensioni sociali (14,4%), 40 per tensione politica (12,5%), 35 di natura privata (10,9%), 20 di criminalità comune (6,2%) e 1 di criminalità organizzata (0,3%).

Spostando il periodo di osservazione dell'andamento del fenomeno ai primi 9 mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, si registra un aumento dei casi in Basilicata (da 0 a 10), in Campania (da 41 a 54), nel Lazio (da 15 a 29). Calano, invece, in Liguria (da 28 a 19), nelle Marche (da 10 a 7), in Piemonte (da 33 a 28), in Sardegna (da 39 a 20), in Sicilia (da 70 a 56) e in Toscana (da 25 a 19).

Nell’ambito dell’analisi del fenomeno è emersa l’esigenza di compiere un esame anche dal punto di vista del modus operandi: per episodi di reato che si sostanziano principalmente in atti fisici, verbali o danneggiamenti, ora si concretizzano nuove forme di minaccia attraverso l’uso di social network, canali web e informazione on line.

E’ proprio questa ultima modalità a rendere più comune e veloce l’intimidazione che, a portata di click, consente a chiunque di porre in essere una condotta minatoria, offensiva o diffamatoria nei confronti di un amministratore locale.