Caltanissetta, la tutela delle donne al centro dell’azione di intervento delle Istituzioni

Violenza sulle donne
19 Febbraio 2021
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Ultimo aggiornamento
Venerdì 19 Febbraio 2021, ore 20:20
Tavolo tecnico in prefettura per promuovere strategie condivise finalizzate alla prevenzione del fenomeno delle violenze di genere

Il prefetto di Caltanissetta Cosima Di Stani ha presieduto ieri una riunione del tavolo tecnico istituito in seno al “Protocollo d’intesa per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione del fenomeno delle violenze nei confronti delle donne”.

L’incontro è stato sollecitato dal presidente della Corte d’Appello e dal procuratore generale presso la Corte di Appello di Caltanissetta, anche alla luce dei riflessi che la pandemia ha avuto, e continua ad avere, sul fenomeno della violenza di genere con dati allarmanti sul numero di episodi di violenza all’interno delle mura domestiche, cresciuti, a livello nazionale, del 51% e con una conseguente sensibile riduzione del numero delle denunce. 

Obiettivo dell’incontro quello di definire pragmatiche e tempestive linee di intervento da adottare sul territorio nisseno caratterizzato, tra l’altro, da un elevato tasso di disoccupazione femminile e da un grave deficit culturale. Al vaglio anche la possibilità di intraprendere un percorso collaborativo con l’ABI (Associazione bancaria italiana) per facilitare la concessione di aiuti finanziari alle associazioni impegnate nel sostegno alle vittime della violenza di genere.

Sotto il profilo giurisdizionale, è stata sottolineata l’esigenza di implementare un dialogo tra le diverse giurisdizioni - in particolare, tra quella civile, penale e minorile – e di coinvolgere nella promozione delle strategie di intervento anche l’Ufficio dell’esecuzione penale esterna. 

È stata, infine, ribadita la necessità – si legge in una nota della prefettura – di insistere sulla prossimità delle istituzioni nei confronti delle donne attraverso iniziative di carattere preventivo - quali la creazione di un capillare assetto di sportelli adeguati a recepire le denunce e una maggiore attenzione sul piano della normativa per il rilascio della licenza per la detenzione delle armi – e interventi significativi di sostegno nella fase del c.d. follow up, successiva alla denuncia, al fine di creare una rete di protezione tra tutti i soggetti coinvolti che ponga la tutela della vittima al centro.