Catturato in Portogallo Francesco Pelle, nella lista dei latitanti più pericolosi

CC Reggio Calabria
29 Marzo 2021
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Ultimo aggiornamento
Lunedì 29 Marzo 2021, ore 20:59
I complimenti del ministro Lamorgese all’Arma dei Carabinieri: «Premiato l’impegno e la determinazione di magistratura e Forze di Polizia»

«Complimenti al Comando provinciale dell'Arma dei Carabinieri di Reggio Calabria che, a seguito di una lunga e complessa attività investigativa coordinata dalla competente Direzione distrettuale antimafia, ha assicurato alla giustizia Francesco Pelle, inserito nella lista dei latitanti più pericolosi» ha dichiarato il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, con riferimento alla cattura a Lisbona del noto criminale da parte dell’unità nazionale antiterrorismo della policia judiciaria portoghese che ha provveduto all’esecuzione del provvedimento restrittivo.

Conosciuto come Ciccio Pakistan, si era reso latitante dal giugno 2019 poco prima di essere condannato in via definitiva alla pena dell’ergastolo per l'omicidio aggravato dalle finalità mafiose di Maria Strangio, nella cosiddetta “strage di natale del 2006”, che provocò la successiva “strage di Duisburg” del 2007.

La localizzazione a Lisbona del pericoloso criminale è stata possibile grazie all’intensa attività di polizia giudiziaria svolta dal personale del Comando provinciale Carabinieri di Reggio Calabria con il coordinamento dalla locale Procura della Repubblica, nell’ambito di una consolidata attività di cooperazione internazionale e con l’assistenza tecnica del progetto I-CAN (Interpol Coopeperation Against 'ndrangheta), la rete internazionale interforze, promossa dall’Italia, a contrasto di una delle mafie più pericolose al mondo, la ‘Ndrangheta.

Un’azione corale che la titolare del Viminale ha tenuto a evidenziare, sottolineando «l'impegno e la determinazione di magistratura e Forze di polizia nella cattura dei più importanti esponenti della criminalità organizzata fuggiti all'estero, sviluppando sempre più intense e proficue forme di cooperazione internazionale di polizia».

«Operazioni, come quella di oggi in Portogallo - ha aggiunto il ministro -  rafforzano l'immagine dello Stato, unitariamente impegnato nella lotta ai sodalizi mafiosi in un momento estremamente delicato per il Paese, in cui l’aggressione criminale tenta di approfittare delle gravi difficoltà economiche e sociali».