Il comandante Generale dei Carabinieri Teo Luzi: «La mafia resta un modello criminale di riferimento»

La cerimonia di insediamento del nuovo comandante Generale dei carabinieri
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Imagoeconomica
23 Febbraio 2021
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Ultimo aggiornamento
Martedì 23 Febbraio 2021, ore 18:05
«Oggi Cosa Nostra cavalca logiche di mercato. L 'attività estorsiva resta funzionale all'esercizio del potere ma il rapporto con il territorio non è più aggressivo quanto tipicamente collusivo»

«Cosa Nostra resta un modello criminale di riferimento. Ed è un modello vivo, non uno spettro che riaffiora dal passato. Se vogliamo, depotenziato, ma ancora estremamente pericoloso, richiedendo un'attenzione costante». È l’analisi del comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Teo Luzi, condotta oggi in una intervista del magazine on line "l'Eurispes.it".

«Guardando agli sviluppi delle strategie operative di Cosa Nostra - si legge in uno dei passaggi -, direi che oggi il volto della mafia è 'mercatista': cavalca le logiche del mercato, offrendo beni e servizi. Droga, prostituzione, sempre richieste da migliaia di persone. Ma anche prestazioni in grado di abbattere i costi d'impresa. Penso - dice ancora Luzi - allo smaltimento illegale dei rifiuti o alla fornitura di manodopera sottopagata o schiavizzata. La mafia non ha più un rapporto aggressivo con il territorio, ma tipicamente collusivo. La violenza è pronta ad essere impiegata. Ma deve essere indispensabile».

«La crisi generata dalla pandemia sta gradualmente erodendo la struttura portante dell’economia del nostro Paese e le organizzazioni criminali sono alla continua ricerca di imprese moribonde da “rianimare” attraverso liquidità di provenienza illecita - sottolinea il generale Luzi -. Una forma di estorsione che si presenta apparentemente per salvare l’imprenditore mettendogli a disposizioni capitali anziché sottraendoli, ed è per questo che spesso è la stessa vittima a cercare il suo carnefice che gli proporrà inizialmente strategie economiche e stratagemmi per evadere il fisco, chiedendo in cambio “soltanto” una partecipazione ai profitti. Ma in poco tempo l’organizzazione criminale spingerà per aumentare il debito fino ad una stretta sempre più asfissiante che finirà per strozzare completamente l’impresa».

«L'attività estorsiva - aveva prima chiarito il generale - è parte integrante della identità mafiosa. L'estorsione non è solamente un processo parassitario di accumulazione, resta del tutto funzionale all'esercizio del potere mafioso che è anzitutto radicamento territoriale. 

L'incisiva attività di contrasto della magistratura e delle Forze dell'ordine, l'efficacia degli strumenti a sostegno degli imprenditori che vogliano intraprendere un percorso di legalità e, non ultima, l'indubbia maturazione dell'impegno civile contro la cultura mafiosa hanno alimentato comportamenti virtuosi. Si tratta anzitutto di una scelta di dignità: l'affermazione del proprio lavoro contro l'arroganza mafiosa».

Teo Luzi, prima di essere nominato nel gennaio 2021 comandante generale dei Carabinieri, è stato anche comandante provinciale a Palermo, durante l'operazione "Perseo", che ha bloccato la rinascita della commissione provinciale della mafia: la cupola.