Confisca di beni alle mafie: analisi socio economica e superamento delle criticità gestionali

La firma del protocollo tra ANBSC, DNAA e università degli studi di Catania
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Agenzia nazionale per i beni Sequestrati e Confiscati
20 Maggio 2021
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Ultimo aggiornamento
Venerdì 21 Maggio 2021, ore 14:40
Grazie ad un'intesa tra l'agenzia nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati, la direzione nazionale Antimafia e Antiterrorismo e l'università di Catania 

Un protocollo d’Intesa per lo studio congiunto di alcuni aspetti riguardanti la confisca di beni alla criminalità organizzata è stato oggi sottoscritto, presso la sede della direzione nazionale Antimafia e Antiterrorismo (DNAA), dal procuratore nazionale della DNAA, Federico Cafiero de Raho, dal direttore dell’agenzia nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC), prefetto Bruno Corda, e da il magnifico rettore dell’università degli Studi di Catania, Francesco Priolo. 

Lo studio si propone di approfondire il fenomeno sia in relazione alle conseguenze socio-economiche legate alla confisca di beni nella disponibilità delle mafie, sia alle attività necessarie al superamento delle criticità che ostacolano o rallentano la loro restituzione alla collettività, e quindi il loro riutilizzo a fini sociali.

L’accordo mira ad una approfondita analisi delle criticità connesse al mantenimento da parte delle imprese confiscate delle posizioni di mercato antecedenti alla confisca, con l’obiettivo di favorire la continuità imprenditoriale e il livello occupazionale.

Tali finalità saranno perseguite mediante lo sviluppo di metodologie che favoriscono la condivisione delle informazioni tra docenti e ricercatori dell’Ateneo siciliano, personale dell’Agenzia e magistrati della DNAA, riguardanti la geo-localizzazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, la stima del loro valore, la destinazione d’uso e di ogni altra informazione utile allo studio.

L'iniziativa si inserisce in un percorso di collaborazione avviato da tempo tra la DNAA e l'ANBSC tra le quali sono già operativi due accordi in ordine alla vendita sia dei beni immobili che all’affitto e alla vendita di aziende e beni aziendali che prevedono una preventiva e rafforzata verifica antimafia nei confronti dei soggetti interessati. 

Per la promozione di progetti di studio, ricerca e formazione, l'ANBSC sta portando avanti analoghe collaborazioni con altri atenei nel settore dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.