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Contro il razzismo e i 'discorsi d'odio'

21 Marzo 2016

Ultimo aggiornamento:

Venerdì 1 Aprile 2016, ore 15:23
Molte le iniziative per educare ad un uso responsabile e corretto di internet

La giornata mondiale contro il razzismo che si celebra il 21 marzo offre lo spunto per alcune riflessioni sul crescente fenomeno dell'Hate speech, termine inglese che identifica i 'discorsi d'odio' nei confronti del 'diverso', dello 'straniero' che la diffusione dei social media, ma anche la crescente interattività degli utenti internet con i media, sta amplificando sempre più.

Quella appena trascorsa è stata anche la Settimana d’Azione contro il Razzismo che l'Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica (UNAR) del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha organizzato lanciando anche una campagna nazionale di sensibilizzazione con lo slogan “Accendi la mente, spegni i pregiudizi”.

E, proprio in questi giorni, è stata presentata a Roma la ricerca 'L’odio non è un’opinione. Hate speech, giornalismo e migrazioni' che attraverso analisi ed interviste affronta e cerca di dare una chiara chiave di lettura al fenomeno hate speech. Il documento è stato realizzato dall'associazione Cospe nell’ambito del progetto europeo 'Bricks – Building Respect on the Internet by Combating hate Speech'. Intervistati per l'occasione direttori, caporedattori, esperti di social media strategy, blogger e organismi pubblici come Oscad e Unar.

I dati registrati dall’UNAR sono inequivocabili: nel 2014, sono stati 347 i casi di espressioni razziste sui social, di cui 185 su Facebook e le altre su Twitter e Youtube. Considerando, poi, altri casi 326 nei link che le rilanciano, si arriva ad un totale di 700 episodi di intolleranza, con un andamento in crescita per il 2015.

Il messaggio che esce dalla ricerca sembra abbastanza chiaro: non ci possiamo trincerare dietro alla libertà di espressione, permettendo che su canali 'pubblici' come i 'social' si diffondano messaggi xenofobi, omofobi, e razzisti.

Questa necessità è avvertita anche a livello europeo, 'Silence hate - Changing words changes the world' è lo slogan - oltre l’hashtag #silencehate - con il quale si sosterrà la necessità di rilanciare e diffondere, specie tra i giovani, il concetto che internet è un luogo di libertà, ma che deve essere usato in maniera consapevole e corretta.

E, siccome 'cambiando le parole, si cambia il mondo', oggi a Messina e in contemporanea in tanti luoghi in tutta Italia, verranno letti i nomi delle vittime innocenti delle mafie, nella XXI Giornata della Memoria e dell'Impegno. Inoltre, quest'anno parte anche un esperimento 'social'. L'associazione Libera che organizza l'evento, propone, infatti, a coloro che interverranno di costruire il primo social movie del 21 marzo, una narrazione della giornata attraverso gli occhi di chi la vive.

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