Coronavirus, a Roma polizie europee a confronto su rischi criminali 

La riunione a Roma del working group delle forze di polizia europee
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Polizia di Stato
15 Settembre 2020
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Ultimo aggiornamento
Martedì 15 Settembre 2020, ore 12:43
Prima riunione in presenza del working group dedicato all'analisi delle minacce per la sicurezza

È in programma oggi, presso la Scuola Superiore di Polizia a Roma, la prima riunione in presenza del working group che riunisce le forze di polizia dei Paesi europei maggiormente colpiti dalla pandemia da Covid 19, dedicato ai rischi d'infiltrazione della criminalità organizzata nell'economia e, più in generale, delle minacce per la sicurezza a seguito della diffusione del virus.

Il progetto ideato e co-diretto dall'Italia e da Europol segue l'incontro avvenuto in videoconferenza il 16 giugno scorso, e rappresenta una cabina di regia internazionale che mira a rafforzare la cooperazione internazionale di polizia.

Focus dunque sul rapporto tra virus e mafie, il dark money, la "covid economy", l'aumento della violenza in alcune aree del mondo. Al centro anche la resilienza delle forze di polizia, che significa organizzazione, metodo, scienza e procedure da rispettare. Sullo sfondo un messaggio forte e chiaro: l’epidemia non ha interrotto la lotta al crimine e non è riuscita a fermare la cooperazione internazionale di polizia che, al contrario, si è rafforzata.

Partecipano i vertici delle forze di polizia di Austria, Francia, Spagna, Svizzera e Regno Unito, ed on line quelli di Germania, Olanda, Polonia e Svezia. La riunione è presieduta dal direttore esecutivo di Europol, Catherine De Bolle, insieme al vice direttore generale del dipartimento della Pubblica Sicurezza, Vittorio Rizzi, che coordina l'omologo gruppo di lavoro costituito a livello nazionale, che oggi rappresenta il law enforcement italiano durante i lavori del gruppo.

L’Italia ha accolto l’invito di Europol ad organizzare una riunione in presenza, adottando rigorosi protocolli sanitari per garantire la sicurezza dell’incontro: tutte le delegazioni, a partire da quella italiana, sono state preventivamente sottoposte a tampone.