Corridoi umanitari, 150 profughi dai centri libici in Italia

Profughi sbarcati a Pratica di Mare con il secondo corridoio umanitario, attesi dalla Caritas
15 Febbraio 2018
Ultimo aggiornamento
Martedì 27 Febbraio 2018, ore 17:40
Continua il percorso di accoglienza via canali legali avviato da Interno, Esteri, Cei e Alto Commissariato Rifugiati

Sono atterrate ieri sera all'aeroporto di Pratica di Mare (Roma) a bordo di un charter noleggiato dall'Alto Commissariato per i Rifugiati dell'organizzazione delle nazioni unite (Onu) le 150 persone individuate nei centri libici dalla stessa Onu e poi identificate e autorizzate dall'ambasciata italiana a Tripoli.

Si tratta di persone in condizioni di vulnerabilità, 73 donne, 59 uomini e 18 minorenni di nazionalità eritrea, somala, etiope e sud sudanese, tutti provati da un lungo periodo in condizioni di detenzione, e con i requisiti per essere accolti come rifugiati.

Sono potuti entrare legalmente in Italia attraverso il corridoio umanitario aperto grazie alla cooperazione tra i ministeri dell'Interno e degli Esteri, la Conferenza episcopale italiana (Cei) tramite la Caritas e l'Alto Commissariato per i rifugiati.

Saranno accolti in centri messi a disposizione dalla Cei tramite Caritas italiana.

L'operazione, seconda tappa di un percorso di accoglienza attraverso canali legali, sarà seguita da altre missioni umanitarie in relazione alle disponibilità di accoglienza.