Corridoi umanitari, in Italia 25 profughi dall'Etiopia

Il prefetto Morcone (primo a sinistra) e il prefetto Gerarda Pantalone (prima a destra) alla conferenza stampa di saluto ai 25 profughi dall'Etiopia
30 Novembre 2017
Ultimo aggiornamento
Martedì 12 Dicembre 2017, ore 18:55
Sono i primi dei 500 che saranno trasferiti grazie al protocollo Stato-Cei-Comunità Sant'Egidio. Ad accoglierli anche i prefetti Pantalone e Morcone

Sono arrivati questa mattina all'alba all'aeroporto di Fiumicino (Roma) i primi 25 profughi partiti dall'Etiopia e accolti in Italia grazie al corridoio umanitario previsto dal protocollo tra Stato (Interno ed Esteri), Conferenza episcopale italiana (Cei) tramite Caritas e Fondazione Migrantes e Comunità di Sant'Egidio, firmato al Viminale il 12 gennaio scorso.

Appena atterati con volo di linea proveniente da Addis Abeba i cittadini stranieri - un terzo dei quali minorenni, arrivati con le loro famiglie - sono stati accolti dal direttore di Caritas Italiana e dal responsabile del relativo ufficio Immigrazione, don Francesco Soddu e Oliviero Forti, insieme alla responsabile della di Sant’Egidio per i Servizi agli immigrati, rifugiati e Rom Daniela Pompei.

Completate le procedure successive all'arrivo, tra cui l'identificazione, i profughi hanno ricevuto il saluto del segretario generale della Cei monsignor Nunzio Galantino, del presidente della Comunità sant'Egidio Marco Impagliazzo, del capo dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione del ministero dell'Interno Gerarda Pantalone e del prefetto Mario Morcone, presenti in rappresentanza del Viminale, e del direttore generale per gli Italiani all'estero del ministero Affari esteri e Cooperazione internazionale Luigi Vignali, che poi alle 10 hanno partecipato a una conferenza stampa.

I corridoi umanitari non sono un'esperienza nuova per la Chiesa italiana, ha ricordato Galantino esprimendo la speranza che «possano diventare una prassi consolidata, per dare una nuova vita di dignità a chi fugge dalle difficoltà». In molti Paesi europei «sono una pratica consolidata dell'aiuto umanitario», basata sul criterio della vulnerabilità, come dimostra il fatto che molte delle persone arrivate oggi a Fiumicino dall'Etiopia sono minorenni, ha aggiunto Impagliazzo.

Quelli di oggi sono i primi arrivi del contingente complessivo di 500 profughi che saranno trasferiti dall'Etiopia nell'arco di due anni, secondo quello che prevede il protocollo d'intesa, finanziato dalla Cei con fondi dell'8xmille.

I gruppi familiari saranno ospitati alcuni da parenti già in Italia, gli altri dalle Caritas diocesane di Ventimiglia e di Ragusa  - già 50 quelle che hanno dato la disponibilità - e dalla Comunità Sant'Egidio a Roma, anche in appartamenti privati. Famiglie delle comunità locali, parrocchie e istituti religiosi contribuiranno a realizzare il progetto di accoglienza, che prevede un percorso di integrazione sociale e di inserimento lavorativo con il supporto di famiglie italiane "tutor". garantiti servizi, corsi di lingua italiana e cure mediche.