Covid19 e rischio mafie, il comandante generale della GdF Zafarana: «Imprenditori, denunciate»

Guardia di finanza
3 Marzo 2021
Temi
Ultimo aggiornamento
Mercoledì 3 Marzo 2021, ore 14:14
Monitoraggio continuo anche nel web sul rischio infiltrazioni e sul fronte dispositivi sanitari

C'è un altro fronte di contrasto alla pandemia Covid-19, ed è quello degli sprechi e dei tentativi di appropriazione illecita dei fondi stanziati per l'emergenza. Su questo versante è più che mai in allerta e impegnata la Guardia di Finanza, come spiega in un'intervista al quotidiano la Repubblica il comandante generale Giuseppe Zafarana, che traccia il quadro della situazione a un anno dall'inizio dell'epidemia.

La quantità delle «ingentissime risorse per assicurare la ripresa economica» stanziate dall'Unione europea e messe in campo dall'Italia  e la tempestività nell'erogazione dei fondi sono due fattori che «generano, naturalmente, gli appetiti della criminalità, anche organizzata», come sottolineato, ricorda il comandante generale, anche dal procuratore nazionale Federico Cafiero De Raho.

Le tante conseguenti inchieste della Guardia di Finanza testimoniano tuttavia «che il "sistema Paese" - con ampie sinergie tra gli organi di gestione e controllo della spesa - è ben capace di intercettare chi pensa di poter approfittare indebitamente di strumenti che, invece, devono essere destinati, con celerità agli aventi diritto».

Il pensiero va alla crisi economica derivata dalla pandemia Coronavirus e alle imprese in difficoltà anche nel reperire liquidità e quindi sopravvivere, che vanno tutelate dai tentativi di inquinamento dell'economia legale da parte della criminalità organizzata, contro i quali «è assolutamente necessario intensificare la lotta» afferma il comandante generale Zafarana chiedendo anche la collaborazione degli imprenditori, ai quali rivolge l'appello: «Denunciate, siamo accanto a voi».

Le imprese più esposte ai tentativi di infiltrazione, secondo il comandante generale, sono quelle dei settori «del commercio al dettaglio e all'ingrosso, della ristorazione, delle attività artistiche e di intrattenimento, alberghiero e del turismo», anche se «l'azione pervasiva della criminalità, economica e organizzata, si rivolge anche a realtà caratterizzate da un significativo sviluppo in questo periodo», aggiunge riferendosi alla commercializzazione di presidi medico-sanitari e ai servizi di pulizie e di sanificazione ambientale.

Quello dei controlli sui dispositivi di protezione individuale (Dpi) è uno dei fronti sui quali la Guardia di Finanza è stato ed è più impegnato, nell'ottica della tutela del consumatore, contro eventuali contraffazioni e/o mancato rispetto degli standard di sicurezza, come dimostrano le 1.500 persone denunciate e i 75 milioni di mascherine sequestrati dagli operatori della GdF.

Ma l'attenzione rimane alta, anche in rete, assicura il comandante generale Zafarana: «La stabilizzazione del mercato può aver imposto un cambiamento delle trame, che stiamo monitorando, anche sul web».