Criminalità organizzata nigeriana: una minaccia globale

Copertina del focus La mafia nigeriana in Italia
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Direzione centrale Polizia criminale
29 Gennaio 2021
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Ultimo aggiornamento
Sabato 30 Gennaio 2021, ore 11:38
Origini, caratteristiche e incidenza del fenomeno, in crescita nel 2020. I dati della direzione centrale Polizia criminale

Risulta il calo nei primi 9 mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019 il trend sull'incidenza criminale della mafia nigeriana in Italia, con 8.152 segnalazioni rispetto a 9.816, registrando un -17% di denunciati/arrestati.

I dati sono illustrati nel focus "La mafia nigeriana in Italia" (dicembre 2020) della direzione centrale della Polizia criminale del dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Dal confronto con i dati del biennio 2018-2019 la tendenza si conferma in discesa: sono stati infatti 13.083 i cittadini nigeriani segnalati (denunciati/arrestati) nel 2019 rispetto ai 14.005 nel 2018, in base ai dati sull'azione di contrasto delle Forze di polizia.

In questo quadro, tuttavia, cresce nel biennio 2018/2019 il dato sui cittadini nigeriani segnalati per il reato di associazione mafiosa (articolo 416 bis del codice penale): 154 nel 2019 rispetto a 28 nel 2018.

Il dato è in linea con la tendenza in crescita che caratterizza nello stesso periodo e relativamente allo stesso reato i numeri relativi ai cittadini italiani e a quelli di altre nazionalità, ma pone quella nigeriana al primo posto, con 182 soggetti nel biennio 2018/2019, tra le nazionalità straniere più segnalate per questo tipo di crimine (seguono i cino-popolari con 35 segnalazioni, gli albanesi con 23 denunce, i romeni con 13 segnalazioni e i marocchini con 12 denunce).

Come emerge dalle statistiche a disposizione del Servizio analisi criminale, il dato sulla mafia nigeriana va contestualizzato rispetto al numero di cittadini nigeriani attualmente regolarmente residenti in Italia: 117.809, pari al 2,2% del totale degli stranieri censiti (5.306.548), con le comunità più numerose in Emilia Romagna (16.317 presenze), Lombardia (16.012), Veneto (14.999), Piemonte (12.645), Lazio (10.729), Campania (8.577), Toscana (7.541) e Sicilia (4.745).    

Il profilo di questo specifico segmento di criminalità organizzata - attivo in "settori" come tratta di esseri umani, sfruttamento della prostituzione, estorsioni, rapine, falsificazione monetaria, reati contro la persona e il patrimonio, truffe e frodi informatiche, trasferimento fraudolento di denaro - viene inquadrato anche storicamente nel focus. I clan della mafia nigeriana, giunti in Italia, a partire dalle regioni del Nord, negli anni '80 del '900, emergono alcuni anni prima, in conseguenza degli sconvolgimenti politici, della guerra civile e della crisi che colpirono il Paese africano, come degenerazione criminale delle confraternite (cults) universitarie pacifiste nate con scopi anti-apartheid e anti-razzismo.

Tornando a oggi, indagini recenti dimostrano che in alcuni territori la criminalità nigeriana, oltre a esercitare una notevole forza di intimidazione, grazie all'assoggettamento e all'omertà, nei confronti dei connazionali, ha la capacità  di minacciare anche soggetti e realtà criminali "autoctoni".

Tra gli esempi più significativi di questa situazione ci sono la convivenza conflittuale in Campania tra camorra e mafia nigeriana, presente in particolare a Castel Volturno (Caserta), nell'area della “Terra dei Fuochi”, e  sul litorale domitio dove, come le mafie locali, quella nigeriana opera liberamente non solo nel traffico di droga ma anche nelle estorsioni, nell’immigrazione clandestina, nel traffico di esseri umani e nello sfruttamento della prostituzione.

Anche in Sicilia la mafia nigeriana opera in alcuni casi in autonomia in alcuni quartieri di dominio storico di famiglie mafiose palermitane.

La criminalità organizzata nigeriana è presente anche in Sardegna, Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. Si caratterizza per la struttura unitaria e piramidale dei suoi clan, disciplinata da una sorta di "carta costituzionale" (la Green Bible) recentemente scoperta nel corso di indagini. Con basi solide nel Paese d'origine, è attiva attraverso diverse articolazioni su scala internazionale, tanto da essere considerata una minaccia a livello globale.