Crisi Covid-19 e rischio mafie in riviera, la strategia di Rimini

Veduta del centro storico di Rimini
17 Aprile 2020
Ultimo aggiornamento
Venerdì 17 Aprile 2020, ore 14:43
Accesso al credito e passaggi di proprietà "osservati speciali" della prefettura

La crisi dovuta all'emergenza sanitaria da Coronavirus colpisce il turismo più che altri settori, esponendo al rischio di tentativi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata aree appetibili come la riviera riminese.

Ne è consapevole il prefetto di Rimini Alessandra Camporota, che affronta il tema nell'intervista pubblicata oggi dal quotidiano Il Resto del Carlino-Rimini.

La strategia di prevenzione e contrasto della prefettura, anche sulla scorta della recente direttiva ai prefetti del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese - spiega Camporota - punta il faro su accesso al credito e sui passaggi di proprietà sospetti di strutture ricettive, come alberghi, o attività commerciali, facili bersagli per la mafie, insieme alle famiglie, perché possono trovarsi a corto di liquidità.

Sul fronte dell'accesso al credito sta per essere attivato in prefettura un tavolo di lavoro con l'Associazione banche italiane (Abi) e con gli ordini professionali, che rappresentano i cosiddetti "colletti bianchi".

Per quanto riguarda i passaggi di proprietà di attività commerciali sospetti perché troppo frequenti o relativi a persone poco credibili - molto anziane ad esempio, e prive di esperienza nel settore in questione - l'ufficio territoriale del governo riminese monitora il fenomeno da tempo, in collaborazione con gli enti locali.

I parametri che aiutano a individuare i casi sospetti, ricorda il prefetto, sono quelli stabiliti da un protocollo d'intesa per lo sviluppo nelal legalità del settore ricettivo-alberghiero firmato nel 2013 da prefettura, federalberghi, provincia, camera di commercio e ordini professionali del territorio. A questo monitoraggio si affianca l'attività senza soluzione di continuità, anche da remoto, del Gruppo interforze antimafia (Gia) già operativo in prefettura, composto da un rappresentante della Direzione investigativa antimafia (Dia), uno della Polizia di Stato e uno dei Carabinieri.

Riprenderanno anche le verifiche nei cantieri per le opere pubbliche, ora rallentati per l'emergenza sanitaria, assicura Camporota, consapevole anche del pericolo di esposizione ai tentativi di avvicinamento da parte delle mafie, sotto forma di falsa solidarietà, delle fasce sociali più deboli. Un pericolo segnalato anche dal procuratore nazionale antimafia Federico De Raho, che la prefettura monitora attentamente.