“Donne braccianti contro il caporalato”, un progetto promosso dalla prefettura di Matera

“Donne braccianti contro il caporalato”, iniziativa a Matera
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Prefettura di Matera
29 Luglio 2020
Ultimo aggiornamento
Mercoledì 29 Luglio 2020, ore 19:59
Cresce l’impegno per liberare dallo sfruttamento il comparto agricolo

Liberare 50 donne braccianti dallo sfruttamento dei caporali, assicurando loro condizioni di lavoro e di salario pienamente rispettose dei contratti collettivi di lavoro. Questo lo scopo dell’iniziativa “Donne braccianti contro il caporalato” promossa dalla prefettura di Matera e presentata oggi a Policoro, presso lo stabilimento Aba Bio Mediterranea, azienda partner del progetto.

Una recente indagine della Guardia di Finanza, che ha portato al sequestro di diverse aziende agricole in provincia di Matera, ha infatti confermato che il caporalato continua a tenere in ostaggio parte non trascurabile della fiorente agricoltura materana.

Nel corso della presentazione, il prefetto Rinaldo Argentieri ha evidenziato i meriti dell’iniziativa che tutela i diritti dei lavoratori e assicura alle aziende i margini necessari per il loro buon andamento.

Il progetto, nato grazie all'impegno di una distribuzione illuminata che riconosce alle aziende equi corrispettivi del prodotto venduto, coinvolge l’associazione contro il caporalato “No Cap”, l’associazione di imprese “Rete PerLaTerra” e il gruppo “Megamark”, leader nel settore della distribuzione.

La prefettura sta promuovendo anche altre iniziative contro il caporalato che riguardano il rafforzamento della prevenzione, attraverso controlli coordinati, ispettivi e di polizia nelle aziende; l’accoglienza di lavoratori stranieri; la realizzazione di una piattaforma informatica che renda più agile l’incontro legale tra domanda e offerta di manodopera.

“Donne braccianti contro il caporalato”, un progetto a Matera