Estradato in Italia il latitante di 'ndrangheta Francesco Pelle

Arrivo a Ciampino di Francesco Pelle
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Polizia di Stato
23 Settembre 2021
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Ultimo aggiornamento
Venerdì 24 Settembre 2021, ore 08:13
Un importante risultato della strategia globale contro l'organizzazione criminale portata avanti grazie al progetto di cooperazione internazionale di polizia "I-CAN"

Estradato oggi dal Portogallo il pericoloso latitante di ‘ndrangheta Pelle Francesco, arrivato all'aeroporto di Ciampino a Roma scortato da personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP) della Direzione Centrale della Polizia Criminale.

L'uomo era stato arrestato a Lisbona il 29 marzo scorso, sulla base di un mandato di arresto europeo, eseguito dalla Unità Nazionale Antiterrorismo della polizia portoghese (Policia Judiciaria), grazie alla cooperazione del reparto operativo del comando provinciale di Reggio Calabria e del Gruppo Carabinieri di Locri, sotto l’egida della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.

La cattura e il rientro in Italia di Pelle rappresentano l'ennesimo importante risultato del progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against 'Ndrangheta) contro la ‘ndrangheta, promosso dall’Italia insieme ad Interpol, che coinvolge Polizia di Stato, Arma dei carabinieri, Guardia di finanza e le forze di polizia di altri 11 Paesi del mondo (Argentina, Australia, Brasile, Canada, Colombia, Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Uruguay, USA).

Il progetto I-CAN, ha consentito infatti fino ad oggi la cattura all’estero di 20 latitanti di ‘ndrangheta, tra cui spiccano, oltre quello di Pelle, i nomi di Giuseppe Romero, Vincenzo Pasquino, Rocco Morabito (secondo solo a Matteo Messina Denaro, tra i latitanti più pericolosi inseriti nella lista dei ricercati). 

Francesco Pelle, calabrese di San Luca (Rc), inserito nell’elenco dei 30 ricercati più pericolosi d’Italia era sparito il 19 luglio 2019 poco prima che la Cassazione respingesse il suo ricorso, condannandolo definitivamente all’ergastolo come mandante della “strage di Natale”, consumata nel dicembre 2006 quando fu uccisa Maria Strangio, moglie di Giovanni Luca Nirta. I Carabinieri lo hanno scovato in una clinica di Lisbona dove era ricoverato perché positivo al Covid.