European Innovation Procurement Awards 2021, premiato il C-Soc della Criminalpol

Premiazione Criminalpol C-Socs
25 Novembre 2021
Temi
Ultimo aggiornamento
Venerdì 26 Novembre 2021, ore 12:02
Lamorgese: importante riconoscimento europeo per un’eccellenza nella prevenzione di incidenti e attacchi informatici alle banche dati delle Forze di polizia

Oggi a Bruxelles, nel corso dell’European Innovation Council Summit, l’Italia ha vinto il premio Procurement 2021 con il C-Soc (Cyber Security Operations Center), la sala operativa realizzata presso l’ufficio Protezione Dati della direzione centrale della Polizia Criminale del dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Il C-Soc ha ottenuto il primo posto nella categoria della leadership nell'approvvigionamento, per aver saputo in ambito europeo proporre le migliori innovazioni nei processi di acquisizione di beni e servizi.

«Importante riconoscimento europeo per un’eccellenza italiana nella prevenzione di incidenti e attacchi informatici alle banche dati delle Forze di polizia» ha commentato il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese che nell'aprile scorso aveva inaugurato la struttura, definendola come un importante presidio di democrazia e libertà «destinata ad innalzare i livelli di sicurezza informatica delle banche dati interforze di polizia, in conformità alle più recenti prescrizioni in tema di sicurezza cibernetica». 

Finanziato da ISF, Fondo Sicurezza Interna 2014-2020, il C-Soc assicura la prevenzione e l’intervento tempestivo sugli incidenti informatici alle banche dati delle Forze di polizia, di natura accidentale, naturale o dolosa, come gli attacchi hacker. Una struttura hardware e software di ultima generazione, che grazie alla formazione mirata di analisti ed operatori appartenenti alle quattro Forze di polizia, lavora attraverso protocolli standardizzati perché la reazione all’incidente informatico sia la più tempestiva e risolutiva.

«La funzione del C-Soc è quella di vigilare perché milioni di informazioni possedute per finalità di polizia (sulle persone, sui documenti, sui veicoli, sulle tracce) siano adeguatamente protette», sottolinea il direttore centrale della Polizia Criminale prefetto Vittorio Rizzi. «L’obiettivo è quello di garantire, oltre alla sicurezza del sistema - in termini di riservatezza, integrità e disponibilità – la massima protezione possibile dei dati personali, per evitare la loro dispersione secondo il principio di responsabilità introdotto dalle direttive europee».

In tale ottica, rappresenta una struttura di primo piano anche nell’architettura di protezione cibernetica nazionale, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, data la sua funzione di vigilanza su infrastrutture critiche quali le banche dati delle Forze di polizia.