Femminicidi, Lamorgese alla presentazione della relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta

Facciata di Santa Maria Sopra Minerva
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JTSH26, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons
24 Novembre 2021
Ultimo aggiornamento
Mercoledì 24 Novembre 2021, ore 19:59
Il ministro:  «Sviluppare nelle donne più fiducia, per rompere il silenzio e denunciare»

Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese è intervenuto, oggi, al Senato, presso la sala capitolare al chiostro del convento di Santa Maria sopra Minerva, al convegno "Donne uccise dagli uomini: i numeri di una strage. Dove sbagliamo?", promosso dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere.

A commento della relazione finale dell'inchiesta su "Femminicidi in Italia, anni 2017-2018", svolta dalla Commissione, la titolare del Viminale ha dichiarato: «A distanza di oltre un decennio dalla convenzione di Istanbul, che riconosce la violenza nei confronti delle donne come una grave violazione dei diritti umani, molto è stato fatto, ma ancora tanto resta da fare sul fronte, per un verso, della prevenzione e del contrasto della violenza di genere, e per l'altro verso del sostegno alle vittime».

Rispetto all'analisi dei dati relativi al fenomeno, la titolare del Viminale ha osservato come gli stessi confermino che «gli omicidi con vittime di genere femminile vengono spesso compiuti come estremo atto di violenza misogina, nell’ambito delle più strette relazioni affettive». «Ciò che impressiona maggiormente - ha aggiunto - è che, in non pochi casi, l’odio cieco nei confronti della donna si traduce in violenza omicida anche nei confronti dei figli - talora figli dello stesso assassino - e delle persone a lei vicine, quale atto di vendetta di indicibile crudeltà».

Ha sottolineato inoltre la necessità di affrontare questa seria emergenza sociale privilegiando un'approccio globale in chiave preventiva, capace di coinvolgere e integrare tutti gli attori attraverso una pluralità di interventi: «Mi riferisco all’adozione di specifici strumenti normativi, ad una mirata attività preventiva e repressiva delle Forze di polizia, all’impegno della magistratura, all’apprestamento di adeguate forme di tutela delle vittime, alla formazione e sensibilizzazione degli operatori del settore pubblico e del privato sociale e al coinvolgimento delle agenzie educative, prime fra tutte la famiglia e la scuola».

A conclusione dell'intervento, il ministro ha rivolto un messaggio a tutte le donne, invitandole a non rinunciare mai al rispetto verso loro stesse. 

Il convegno è stato aperto dal presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e introdotto dal presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, Valeria Valente.

Sono intervenuti, tra gli altri, il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, il ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, il presidente dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, Rik Daems e, in video messaggio, la commissaria europea per l'Uguaglianza, Helena Dalli.