Genova, il saluto del prefetto: «Una comunità dall'innata capacità di guardare avanti»

Panorama della città di Genova
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Gabriel Rinaldi / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)
24 Maggio 2021
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Ultimo aggiornamento
Lunedì 24 Maggio 2021, ore 14:26
Nel prendere commiato dalla città, Carmen Perrotta ringrazia la comunità con cui ha lavorato per quasi due anni: «Ricorderò sempre con ammirazione la sua autenticità» 

«Desidero porgere un riconoscente saluto ai cittadini e alle istituzioni, regionali e locali, che nell'ottobre 2019 mi hanno con fiducia accolta in questo territorio». Sono le parole con cui il prefetto, Carmen Perrotta, saluta oggi la Città di Genova dalle pagine de "Il Secolo XIX", dopo il nuovo incarico di capo del dipartimento per l'Amministrazione Generale al Viminale.

«Da subito sono stata chiamata a confrontarmi, assieme a tutti i genovesi - ricorda il prefetto - con la gestione di passaggi difficili e complessi, dagli effetti delle gravi avversità meteorologiche che hanno duramente colpito un tessuto urbano fragile e già più volte ferito, ai problemi di vivibilità del centro storico e degli altri quartieri della città, ove convivono comunità diverse fra loro, tutte partecipi della poliedrica e ricca identità di Genova».

Il prefetto ringrazia «in modo particolare i sindaci, che hanno dovuto fronteggiare in prima fila il complicato momento storico che stiamo vivendo, nella consapevolezza della delicatezza e dell'importanza del ruolo svolto al servizio delle proprie comunità» ricordando anche come «ogni azione della prefettura orientata a garantire sicurezza, coesione sociale, garanzia dei diritti di libertà, si è resa possibile grazie all'imprescindibile e qualificato impegno quotidiano delle Forze dell'Ordine, a cui non è mancato il supporto delle Polizie municipali, per assicurare e rafforzare una serena convivenza civile».

Otre ad aver «conosciuto la complessità della realtà portuale, fondamentale volano dell'economia della città» il prefetto ricorda come la sua permanenza a Genova sia coincisa con il lungo periodo della pandemia, «con l'inedita e dolorosa esperienza del lockdown, con la chiusura delle attività economiche, con la paura del contagio che tutti noi abbiamo vissuto».

Un ringraziamento va dunque «a tutti gli operatori sanitari che, in prima linea, negli ospedali cittadini hanno affrontato con sacrificio e rischio personale l'emergenza sanitaria, assicurando al massimo delle loro possibilità cure e conforto ai cittadini colpiti dal Covid».

«Ricorderò sempre - continua Perrotta nella sua lettera - i duri momenti di crisi che hanno colpito le attività economiche e i singoli lavoratori, la solidarietà caparbia e discreta dell'associazionismo laico e religioso, testimonianza del carattere forte e resiliente di una città e di una comunità che è stata protagonista di pagine importanti, anche recenti, della storia nazionale. Un esempio per tutti, l'inaugurazione del ponte "San Giorgio", resa possibile nei tempi previsti dallo sforzo organizzativo delle maestranze che lo hanno realizzato, lavorando senza sosta anche durante la pandemia, e dal continuativo impegno delle istituzioni».

«Un ringraziamento a tutte le organizzazioni rappresentative del mondo del lavoro - scrive il prefetto - che con competenza e responsabilità hanno contribuito, insieme a tutte le istituzioni, alla gestione delle difficili situazioni di crisi con cui abbiamo dovuto misurarci. Il mio apprezzamento, infine, per l'altissima professionalità che ha sempre contraddistinto l'apporto generoso dei Vigili del Fuoco, speso con dedizione al servizio di questo impegnativo e delicato territorio.

Oggi, che la pandemia sembra finalmente allentare la sua morsa - constata il prefetto - la comunità di Genova si riavvia prontamente verso la ripresa, fiduciosa di poter presto lasciarsi alle spalle questo duro periodo, forte dell'innata capacità di guardare avanti, di accettare nuove sfide, per progettare il futuro di questa splendida parte d'Italia, le cui impareggiabili bellezze, la cui profonda cultura, la cui autenticità ricorderò sempre con ammirazione».