Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

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25 Novembre 2021
Ultimo aggiornamento
Venerdì 26 Novembre 2021, ore 20:19
Il ministro Lamorgese in un'intervista a Sky: Un fenomeno che si combatte solo con l'aiuto degli altri

Rendere difficile la vita ai maltrattanti, rompere l'isolamento in cui vengono relegate le donne vittime di violenza, denunciare. È il messaggio che il ministro Lamorgese ha voluto diffondere nell'intervista all'emittente satellitare Sky in occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” del 25 novembre.

«Ognuno di noi ha una forma di responsabilità» nel saper riconoscere i segnali di pericolo che spesso non vengono letti anche da chi sta vicino alla vittima. «Quello che voglio dire» afferma il ministro, «è di avere fiducia nelle Forze di polizia, di denunciare. La violenza da soli non si combatte, si combatte con l’aiuto degli altri».

Si tratta di un'azione corale di contrasto che chiama tutti in causa. «Se vediamo che ci sono giovani che commettono violenza - perché ormai si è abbassata l’età di chi commette maltrattamenti - dobbiamo capire che qualcosa non ha funzionato: la famiglia, la scuola. Dobbiamo interrogarci». Non si può delegare tutto alle Forze dell'ordine e alla magistratura, precisa il ministro, ci sono delle responsabilità diffuse nella società.

La strategia ad ampio raggio deve coinvolgere anche i maltrattanti, individuando le giuste forme di aiuto. «In questo frangente», dice la Lamorgese, «occorre operare sempre di più per diffondere le strutture che operano in appoggio al protocollo Zeus», un modello d’azione innovativo, che amplia l’efficacia dello strumento di natura amministrativa dell’ammonimento del questore. Si offre all'ammonito un percorso di recupero che punta a un cambiamento profondo con l'accesso gratuito ad un ciclo di colloqui, nell’ambito dei quali ha la possibilità di riflettere e ricostruire, sul piano emotivo e cognitivo, le vicende che lo hanno condotto a porre in essere i comportamenti violenti.

Al termine dell'intervista il ministro rivolge un messaggio chiaro alle donne: «vorrei dire loro di avere il rispetto di se stesse, perché qualunque donna, qualunque ragazza, quando viene a contatto con una persona violenta che non si svela immediatamente, viene isolata pian piano. Il maltrattante, mano a mano, la isola del resto degli amici, del suo contesto, del lavoro. E questo è estremamente negativo. Già questo dovrebbe essere un campanello d’allarme, perché un amore sano è quello che si vive insieme agli altri. Soprattutto, ripeto, avere rispetto per se stessi».