Lamorgese al convegno di Silp-Cgil sui 40 anni della legge 121/81: un percorso di modernità che prosegue

Il ministro Lamorgese (al centro) durante l'intervento al convegno Silp-Cgil
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Polizia di Stato
22 Aprile 2021
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Ultimo aggiornamento
Lunedì 26 Aprile 2021, ore 13:22
Il "grazie" del ministro per il grande lavoro svolto dalle Forze di polizia

«Capacità di guardare costantemente al futuro, corrispondendo alle evoluzioni della società e alle sollecitazioni di un mondo sempre più interconnesso»: è la caratteristica che, secondo il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, consente alla legge n.121/1981 - che ha ridisegnato decenni fa il sistema della pubblica sicurezza mettendo «a fattor comune le professionalità dei diversi soggetti coinvolti nella tutela del bene giuridico della sicurezza dei cittadini e delle Istituzioni, per la piena affermazione dei valori democratici e costituzionali» - di rispondere a politiche di sicurezza che oggi guardano con molta attenzione al mondo del web.

È questo uno degli aspetti sottolineati dalla titolare del Viminale questa mattina a Roma aprendo il convegno "40 anni dalla legge 121/81. Dalla grande riforma istituzionale a un nuovo programma per la sicurezza democratica" organizzato dalla Silp-Cgil - e trasmesso in diretta streaming  su Facebook e Youtube - con la partecipazione, tra gli altri, del capo della Polizia di Stato-direttore generale della Pubblica sicurezza Lamberto Giannini, del segretario generale CGIL Maurizio Landini e del segretario generale SILP CGIL Daniele Tissone.

«Il tema dei diritti e delle libertà civili, a cui garanzia sono poste le Forze di polizia nel nostro ordinamento democratico, si sta, infatti, espandendo da un terreno fisico a uno virtuale, nel quale le fasce più fragili della nostra società possono essere esposte a nuovi pericoli», ha detto il ministro facendo riferimento a frodi e truffe informatiche - «reati in aumento proprio in questo periodo di pandemia» -  ma anche a bullismo e stalking attraverso la rete, e più in generale a quello «spazio di agibilità in cui si possono realizzare condotte antigiuridiche, di matrice comune, organizzata o terroristica».

Proprio nella logica di «rafforzare il sistema di prevenzione e contrasto in questi ambiti è stata recentemente prevista l’istituzione, presso il dipartimento della Pubblica Sicurezza, di un’articolazione organizzativa preposta alla sicurezza cibernetica», una direzione centrale che «farà sintesi delle attività attualmente svolte dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni e di quelle demandate al ministero dell’Interno in materia di protezione informatica delle infrastrutture critiche di interesse nazionale», ha annunciato il ministro sottolineando «la modernità del percorso avviato con la legge 121», tra i punti qualificanti della quale c'è la «vocazione di prossimità ai territori e alla gente».

Anche in questo periodo di difficoltà, «caratterizzato dall’impegno collettivo da parte di tutte le componenti del “sistema Paese” per superare la crisi che stiamo attraversando, le donne e gli uomini della Polizia di Stato stanno ancora una volta dimostrando grande professionalità e senso dell’equilibrio nel prezioso servizio prestato alle comunità» cogliendo l'occasione per «rinnovare un condiviso apprezzamento per l’eccellente lavoro svolto, senza mai rinunciare alla comprensione di quei sentimenti di incertezza, e talvolta di sofferenza».

L'obiettivo, ha indicato il ministro avviandosi a concludere il suo intervento, è «avere una Polizia di Stato ancora più forte, sempre pronta a corrispondere agli scenari in continua evoluzione con i quali la sicurezza è chiamata a confrontarsi», e in questo senso «l’aver introdotto dinamiche sindacali - frutto del passaggio a un ordinamento civile - ha consolidato il ruolo della Polizia di Stato, riconoscendo al suo interno quei diritti di associazionismo sanciti dalla Carta costituzionale».

Tutto questo «lungo la linea di ridurre il gap tra organico teorico e organico di fatto, con l’assunzione di agenti e funzionari tecnici attraverso procedure semplificate», un'«esigenza di cui terremo debitamente conto anche nei prossimi anni e che andrà anche oltre la mera copertura del turn-over» ha dichiarato il ministro ricordando, in chiusura, quello che è il «il valore della Polizia di Stato», che consiste in «donne e uomini che, ogni giorno, con coraggio e determinazione, profondono il proprio impegno al servizio del Paese».