Lamorgese al Law enforcement Forum: sicurezza come pre-condizione della ripresa post pandemia

Law enforcement Forum: intervento del ministro Lamorgese
21 Settembre 2021
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Ultimo aggiornamento
Mercoledì 22 Settembre 2021, ore 15:36
Il ministro sottolinea l'efficacia del metodo adottato dalle nostre Forze dell'ordine nel contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata

Esperti di tutta Europa oggi a confronto a Roma - ospitati nelle strutture della Scuola superiore di Polizia - per scambiarsi idee, ma per sviluppare anche una strategia comune di contrasto alla minaccia di infiltrazioni delle organizzazioni criminali alle ingenti risorse economiche che saranno disponibili con la fase operativa del programma comunitario Next generation eu.

All'inaugurazione erano presenti il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, il capo della Polizia Lamberto Giannini, il vice direttore generale della Pubblica Sicurezza, Vittorio Rizzi, il direttore di Europol Catherine De Bolle, oltre ai rappresentanti delle agenzie dell’UE (OLAF e Cepol), della Procura europea (EPPO), della Commissione Europea, e i vertici delle Forze di polizia di 24 Paesi europei.

Nel suo intervento il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, ha evidenziato come esista un rischio di condizionamenti da parte delle organizzazioni mafiose e, quindi, il «fulcro della strategia di prevenzione è il monitoraggio del sistema economico nazionale, per contrastare i tentativi della criminalità organizzata di espandersi, alterare il mercato, inquinare il tessuto socio-economico e condizionare i processi decisionali pubblici di assegnazione degli appalti».

I punti di forza nella strategia di contrasto, ha sottolineato, sono la sinergia tra Forze di polizia, lo scambio informativo e il costante confronto interforze sui rischi di infiltrazione nell’economia dei sodalizi mafiosi.

Inoltre, ha aggiunto il ministro, «un ruolo centrale è assunto anche dalla condivisione di conoscenze ed esperienze sulle modalità di azione delle organizzazioni criminali mafiose. Un’esperienza di successo che è stata opportunamente proposta dal mio Paese anche a livello europeo, ha sottolineato la titolare del Viminale, ove ha potuto essere proficuamente innestata grazie ad Europol».

«Il modello di lavoro così sviluppato, ha poi proseguito, ha il grande merito di aver accresciuto la consapevolezza di tutti noi sulla capacità di rapido adattamento della criminalità al mutevole contesto socio-economico e sull’esigenza di “mettere a fattor comune” le nostre migliori energie e professionalità.

Dobbiamo assicurarci - ha aggiunto Lamorgese - che i fondi siano spesi tutti e bene, in maniera efficiente e onesta. In questa direzione, la governance dei Piani nazionali è strutturata su diversi livelli e tutti devono operare nella consapevolezza che l’attenzione dev’essere massima al fine di prevenire ritardi e distorsioni.

L'obiettivo comune, ha evidenziato il ministro- richiede un rafforzamento della cooperazione tra tutti i soggetti interessati (Stati membri, Istituzioni e Agenzie UE in primis) e necessita della condivisione di conoscenze ed esperienza sulle modalità di azione delle organizzazioni criminali e l’individuazione di specifici indicatori di rischio e quindi di “allerta precoce"».

Il ministro ha, quindi, concluso il suo intervento rimarcando l'importanza dell’iniziativa rappresentata da questo Forum che «contribuirà al rafforzamento del sistema di protezione delle preziose risorse europee destinate alla ripresa delle nostre società».

In precedenza, aprendo i lavori della giornata, il capo della Polizia Lamberto Giannini ha evidenziato come fin «dallo scorso anno stiamo definendo nuovi metodi di lavoro per evitare che le economie già in forte difficoltà per la pandemia possano essere oggetto di ulteriori manovre distorsive. Dobbiamo - ha aggiunto - accompagnare fin dall'inizio il piano d'attuazione del Next generation, intervenire in ritardo significa disattendere i bisogni dei popoli». «Si tratta di un passaggio che definirei storico anche per le forze di polizia - ha spiegato Giannini - sul modello del C.a.s.a., il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, in Italia abbiamo istituto un organismo di analisi e monitoraggio capace non solo di leggere il dato dell'aggressione criminale ma di interpretarne qualsiasi sintomo o segnale: è fondamentale rafforzare l'opera di prevenzione in modo da generare alert tempestivi di ogni tentativo di infiltrazione criminale».

È intervenuto, poi, il prefetto Rizzi che ha sottolineato come «l’azione comune che dobbiamo condurre è quella di cogliere i segnali e anticipare la minaccia. Quando invece inizia l’azione penale, ha ammonito, il tempo è scaduto e l’economia è già compromessa. Ma in un sistema globale, ha aggiunto, non c’è possibilità di anticipazione se non c’è condivisione».

La strategia da adottare secondo il vice capo della Polizia è «arrivare insieme ad un action plan europeo, articolato e trasversale per tornare al nostro focus principale, di preservare il benessere finanziario dell’UE. Occorre avere un linguaggio e una narrativa comune, perché in un mondo globalizzato, il problema dell’uno diventa presto il problema di tutti, come la pandemia ci ha insegnato».

Il vice capo della Polizia Rizzi ha dato lettura, al termine dell’intervento del ministro Lamorgese, di un messaggio inviato dal presidente del Consiglio Mario Draghi ai partecipanti del Forum.