Meno 33% gli sbarchi nel 2017

Montecitorio
20 Dicembre 2017
Ultimo aggiornamento
Martedì 11 Dicembre 2018, ore 13:59
Il ministro Minniti al question time sul tema immigrazione e sui reati di discriminazione e odio etnico, razziale e religioso

​Il ministro dell'Interno Marco Minniti alla Camera dei Deputati ha risposto nel pomeriggio a interrogazioni parlamentari sull'applicazione del regolamento di Dublino III, sulle misure di contrasto adottate per prevenire il terrorismo e gli sbarchi attraverso nuove rotte e sulle attività di gruppi che si richiamano a ideologie xenofobe e neonaziste.

Prevenzione del terrorismo e rotte mediterranee 

Gli sbarchi sulle coste italiane, soprattutto a partire da luglio 2017, hanno registrato quest’anno un «decremento complessivo di oltre il 33% rispetto allo stesso periodo del 2016». 
Si registra invece un progressivo incremento degli sbarchi sulle coste della Sardegna di cittadini provenienti dall’Algeria: 343 nel 2015, 1.225 nel 2016, 1.929 nel 2017. La crescita, tuttavia, non fa ritenere, al momento, che si tratti di rotte nuove o alternative, ma del rafforzamento di rotte già esistenti. Non sembrano inoltre emergere elementi che possano far pensare a un aumento degli sbarchi di cittadini di nazionalità tunisina presso le isole Pelagie e lungo la costa agrigentina.
I migranti provenienti dalla Tunisia, ha precisato Minniti, rappresentano il 5% degli arrivi, quelli dall'Algeria si attestano sul 2% del totale. Le procedure di rimpatrio, grazie agli accordi con la Tunisia, sono state semplificate: nel 2017 sono stati rimpatriati 2.193 stranieri, il 34% in più rispetto al 2016 e l'85% in più rispetto al 2015.
Il possibile rischio di infiltrazioni criminali o terroristiche nel flusso dei migranti che sbarcano sulle nostre coste ha indotto, già dallo scorso ottobre, ad attuare «uno specifico piano operativo di pattugliamento aereonavale a cui partecipano la Guardia di finanza, la Marina militare, le capitanerie di porto e Frontex, in raccordo con le autorità algerine e tunisine». Inoltre, negli hotspot vengono identificati quasi la totalità dei migranti sbarcati e sono state adottate linee guida per effettuare verifiche più approfondite e per prevenire infiltrazioni di soggetti radicalizzati.

Il sitema Eurodac blocca i “dublinanti”

L'Italia sta portando avanti, in ambito europeo, «una serie di interventi per un maggior coinvolgimento dei nostri partner e dei Paesi di origine del transito dei flussi» migratori. Il regolamento di Dublino, ha infatti osservato Minniti, dà all’Italia «una responsabilità primaria» in quanto Stato di primo ingresso in Europa.
Sul fenomeno dei cosiddetti “dublinanti”, cioè coloro che entrano nel nostro Paese pur essendo stati già identificati in altri Paesi europei, il ministro dell’Interno ha riferito che «è stata recentemente messa a punto una procedura dedicata» in Friuli-Venezia Giulia che accelera i procedimenti per il trasferimento dei richiedenti asilo nei Paesi europei di primo ingresso. Dal 15 dicembre, inoltre, ha iniziato a lavorare a Udine la nuova sezione della commissione territoriale per la protezione internazionale che si aggiunge a quella già attiva a Gorizia.
In particolare, Minniti ha riferito che nel 2016 la questura di Udine aveva ricevuto 2.803 istanze di asilo, soprattutto da pachistani e da afgani, ma che 2.453 di loro erano risultati già registrati nella banca dati europea da Paesi del Nord o dell'Est. Eurodac, infatti, il sistema in cui convergono le impronte digitali dei richiedenti asilo e di altre categorie di immigranti che arrivano in Europa, ha consentito immediati riscontri e verificato che solo 350 richiedenti risultavano non inseriti. Anche nel 2017, solo 19 delle 807 richieste riguarda migranti non ancora fotosegnalati in altri Paesi.
A livello nazionale, secondo i dati aggiornati al 15 dicembre 2017, su un totale di 127.828 richieste di asilo, 9.312 provengono da “dublinanti”. Per combattere il fenomeno, pattuglie miste italia-austria sono impegnate nei controlli di frontiera che svolgono anche sui convogli ferroviari.
Una maggiore rapidità nelle decisioni per il  riconoscimento della protezione internazionale, ha ricordato ancora Minniti, è stata resa possibile dalle «disposizioni specifiche» contenute nel decreto-legge n. 13 del 2017; inoltre, saranno assunte «250 unità di personale altamente qualificato», al termine della procedura concorsuale che si prevede entro fine gennaio 2018.

No all'odio etnico, razziale e religioso

​«Nessuna sottovalutazione, nessuna tolleranza», ha affermato il ministro Minniti, nei confronti di appartenenti a formazioni d'area neofascista, xenofoba e razzista.
È in corso da parte delle forze di polizia una «costante attività di monitoraggio e di raccolta informativa». Tra il 2011 e il 2016, sono stati denunciati 340 militanti di Forza Nuova e ne sono stati arrestati 10. Nel 2017 le denunce sono state 178 e 6 gli arresti.
«L'impegno da parte del governo e mio – ha assicurato Minniti - è di tenere alta l'attenzione sul fenomeno e utilizzare tutti gli strumenti previsti per contrastare le attività di simili sodalizi». «C'è un confine – ha aggiunto - che non può essere superato e che non sarà consentito a nessuno di oltrepassare».