A Modena l’insediamento del nuovo prefetto Alessandra Camporota

Prefettura di Modena
20 Marzo 2021
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Ultimo aggiornamento
Sabato 20 Marzo 2021, ore 10:43
«Comunità operosa con elevato senso civico». La priorità ai vaccini «essenziali per battere il virus»

All’indomani del suo insediamento, iI nuovo prefetto di Modena Alessandra Camporota rivolge ai cittadini un appello forte a non avere paura delle vaccinazioni «unica arma ed essenziali per battere il virus».

Una priorità sulla quale «metterò tutto il mio impegno per sensibilizzare la comunità a vaccinarsi senza timori. Alcune paure in questo senso sono comprensibili dal punto di vista umano, ma dobbiamo rimanere uniti».

Racconta con entusiasmo la sua esperienza professionale e la ferma volontà, dopo aver guidato la prefettura di Rimini, di restare in Emilia Romagna e di andare a Modena, «L'Emilia-Romagna è un modello da quando sono ragazza. So che lavorerò al servizio di una comunità operosa: Modena è al quinto posto per Pil in Italia, è una provincia che merita veramente il massimo rispetto e la massima considerazione per la laboriosità, la storia e l'impegno dei suoi abitanti. È un territorio che ha sofferto per il terremoto e le alluvioni; le problematiche sono tante, ma con umiltà spero di mettere la mia esperienza al servizio della comunità».

E riferendosi nuovamente al complesso momento legato all’emergenza sanitaria e alle sue conseguenze, dichiara «Mi sono già incontrata in questi giorni con le Forze dell'ordine locali; qui a Modena c'è un sistema collaudato, una grande collaborazione tra Forze dell'ordine, autorità locali, Provincia e Regione, immagino di poter intervenire per perfezionare il sistema».

Rispetto ai controlli conferma la necessità che siano «mirati e rigorosi. Ma il senso civico di questa città mi sembra elevato. Gli amministratori chiedono rafforzamenti degli organici, lo so. Grazie a un mio dialogo con Roma e il ministro vedremo insieme di ricalibrare le esigenze se fosse necessario».

Un arrivo all’insegna di eventi importanti sotto il profilo simbolico: l'anniversario dell'Unità d'Italia, la prima Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid-19 e il diciannovesimo anniversario dell'uccisione di Marco Biagi che, insieme all’attentato di Massimo D’Antona di tre anni prima, hanno rappresentato tappe importanti della sua formazione. Ricorda come «da ragazza ho vissuto il periodo delle Brigate Rosse con particolare apprensione. Mi ricordo che per il rapimento di Aldo Moro - io frequentavo l'ultimo annodi liceo - ogni giorno con mio padre facevamo il punto della situazione con una partecipazione molto forte. Biagi è una figura autorevole e il diritto del lavoro era una delle mie materie preferite. Se non avessi fatto la carriera prefettizia, sicuramente avrei proseguito il mio impegno in quell'ambito».