Opere del Fec in mostra a Matera

"Madonna col Bambino detta Madonna della Grazia” di Francesco Laurana
19 Aprile 2019
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Ultimo aggiornamento
Mercoledì 24 Aprile 2019, ore 17:14
Dal Mediterraneo al Nord Italia, il "Rinascimento visto dal Sud"

Un viaggio che dal Mediterraneo arriva a Napoli, in Spagna, nella Provenza, nelle Fiandre. Apre, oggi, a Matera, presso il Museo Nazionale d’arte medievale e moderna di Palazzo Lanfranchi, la mostra "Rinascimento visto dal Sud". Fino al 19 agosto 2019 saranno esposte al pubblico più di 180 opere, provenienti da musei italiani ed europei, per offrire una prospettiva diversa sulla storia tra il '400 ed il '500.

Ad arricchire la mostra alcune proprietà del Fondo edifici di culto (Fec) che, insieme alle altre opere, saranno punto di interconnessione per ricostrire tratti di un periodo storico caratterizzato da scambi e contaminazioni tra culture diverse.

Una rilettura inedita del periodo rinascimentale che sarà possibile ammirare nella Capitale europea della cultura 2019.

OPERE DEL FEC IN MOSTRA

  • Olio su tavola di Pedro Fernàndez “Andata al Calvario” e Abiti e/o tessuti delle Arche aragonesi di tessitori aragonesi (Basilica di San Domenico Maggiore in Napoli)
  • Marmo di Bartolomé Ordònez “San Matteo”, Marmo di Girolamo Santacroce “Allegoria della prudenza”, olio su tavola di Colantonio “Polittico di San Vincenzo Ferrer, storie della sua vita” (chiesa di San Pietro Martire in Napoli)
  • Tempera su tavola di Francesco Cicino da Caiazzo “Madonna col Bambino e Santi” (Basilica di San Paolo Maggiore in Napoli)
  • Marmo di Andrea Ferrucci “San Giovanni Battista”, tempera su tavola del Maestro dei Santi Severino e Sossio “Madonna col Bambino” - pannello di polittico (chiesa dei Santi Severino e Sossio in Napoli)
  • Statua in marmo bianco di Carrara di Francesco Laurana “Madonna col Bambino detta Madonna della Grazia” (chiesa della Immacolata Concezione in Palazzolo Acreide, Siracusa)
  • manifattura meridionale “Borsa da calice, velluto, damasco a due colori”, “Pianeta, damasco, prima metà secolo XVI” (Museo civico di Taverna)