Pasqua a Bari: più uomini in campo e più controlli da parte delle forze dell'ordine

Controlli delle Forze di Polizia - Bari
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3 Aprile 2021
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Ultimo aggiornamento
Sabato 3 Aprile 2021, ore 10:27
Il prefetto invita i cittadini a vivere la festività in casa, con i più stretti familiari

Il prefetto Antonella Bellomo si prepara alla sua seconda Pasqua a Bari e in pandemia. In una situazione, come lei stessa definisce nell'intervista di questa mattina a “Repubblica”, «ancora peggiore di quella dell'anno scorso».

«Trattandosi di giorni di festa, in cui le attività sono chiuse, i motivi per uscire sono pochi. Il mio auspicio è che la gente resti a casa, ma i controlli in campo saranno tanti».

«Oltre ai reparti territoriali saranno utilizzate unità di supporto. C'è ancora la presenza dell'Esercito e naturalmente i vigili urbani, che meglio di tutti conoscono il territorio e le abitudini dei cittadini».

«I controlli - continua il prefetto - dall'inizio della pandemia non sono mai cessati, anche in estate quando sembrava che il virus lasciasse un po' di spazio. Certamente sono più difficili nei giorni in cui le attività sono aperte e ci sono molte giustificazioni per uscire. Le verifiche non possono essere a tappeto e dunque vanno indirizzate in modo efficace, mirando a sanzionare quei comportamenti che certamente non sono consentiti, come il mancato utilizzo della mascherina, innanzitutto. Bisogna capire - precisa - che non si è esonerati se si parla al telefono e che abbassarla pe fumare una sigaretta è un gesto che bisognerebbe rimandare.
Anche la giustificazione di averla abbassata per mangiare non funziona, perché consumare cibo in strada non è consentito».

Per il prefetto Bellomo il comportamento più pericoloso ora «è cedere alla convivialità, perché in quei momenti ci si toglie la mascherina per mangiare insieme e ci si lascia andare a una condivisione che diversamente non si ha. Credo sia stato il motivo per cui il presidente Emiliano ha vietato di raggiungere le seconde case, per evitare le grandi tavolate».

Parlando dei contagi in prefettura,il prefetto sottolinea come questa «è un pò lo specchio di ciò che avviene ovunque. Nelle ultime settimane ho visto che molti figli hanno portato il virus nelle proprie abitazioni». 

C'è poi la questione della profonda sofferenza in cui versano alcune categorie bloccate da un anno e che hanno dato vita ad una manifestazione che ha bloccato la tangenziale. «Comprendiamo le ragioni alla base della protesta, ma il modo in cui è stata organizzata è sbagliato - commenta il prefetto. La manifestazione non era autorizzata: se avessero chiesto l'autorizzazione, visto che finora a nessuno è stato impedito di protestare, certamente sarebbe stata incanalata in modo diverso e senza bloccare il traffico sulla statale». 

Non bisogna poi escludere, è il convincimento del prefetto, il rischio che vengano infiltrate da agitatori «perché il disagio rende le persone più fragili e le espone alle strumentalizzazioni. Ci sono indagini in corso che faranno capire cosa sta accadendo».

Difficoltà che possono anche spingere le persone a cercare aiuti economici illegali. «Abbiamo avviato qualche arbitrato bancario,- fa sapere il prefetto Bellomo - per persone che non hanno trovato soddisfazione nell'azione delle banche, e attenzionato alcuni episodi di usura. Rivolgo un appello agli imprenditori che non sono in crisi affinché non lascino da solo chi è in difficoltà, perché quando l'economia sana viene inquinata dalla criminalità trascina con sé tutto il contesto».