Persone scomparse, aumenta il numero dei minori stranieri da rintracciare

Il sottosegretario Manzione e il commissario Piscitelli durante la presentazione della XVI relazione sulle persone scomparse
9 Maggio 2017
Ultimo aggiornamento
Mercoledì 17 Maggio 2017, ore 16:46
Il sottosegretario all’Interno Manzione e il commissario del Governo Piscitelli hanno illustrato i dati della XVI relazione semestrale presentata al Viminale

Servizio di Giancarlo Messina

Aumentano nel secondo semestre 2016 (dati rilevati al 31 dicembre) il numero delle persone straniere scomparse e da rintracciare nel nostro Paese che passano, rispetto al primo semestre dello stesso anno (rilevazione al 30 giugno), da 28.410 a 34.891 (+22,81%).
E’ questo uno dai dati più significativi, diffusi questa mattina dal Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, Vittorio Piscitelli, che ha presentato al Viminale la sua sedicesima relazione semestrale sul fenomeno, relativa appunto al 2° semestre del 2016.

«Colpisce l’entità dell’aumento che sfiora il 23%; un dato che va letto con riferimento all’aumento dei flussi migratori nel 2016  - ha sottolineato il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione, intervenuto alla presentazione - e che riguarda, per l’80% dei casi, minori non accompagnati». 

I minori stranieri non accompagnati scomparsi (MSNA), infatti, subiscono nel secondo semestre 2016, un incremento del 27,94%, passando da 21.881 a 27.995. Su base annua l’incremento diventa del 44,84%: dai 18.360 del 31.12.2015 ai 27.995 del 31.12.2016.

Sul fenomeno dei minori stranieri non accompagnati la Camera dei deputati ha da poco licenziato un testo - ha ricordato Manzione - con il duplice obiettivo di rafforzare le garanzie nel rispetto delle convenzioni internazionali e assicurare maggiore omogeneità nell’applicazione delle disposizioni in tutto il territorio nazionale. Su questo fenomeno «l’attenzione dovrebbe essere massima – ha ribadito Manzione, perché partenze così massicce di minori desta forte preoccupazione».

«E’ importante che ci si sia fatti promotori di un momento di collegamento tra le banche dati europee» ha proseguito il sottosegretario, auspicando da una parte una internazionalizzazione dell’attività di ricerca e dall’altra la continuazione dell’attività, portata avanti dall’ufficio del Commissario - che a luglio di quest’anno compirà dieci anni - nella sottoscrizione di protocolli con enti territoriali e università «con le quali, nei casi dei recuperi e riconoscimenti dei morti nel Mediterraneo abbiamo messo in piedi una struttura stabile».

E’ il prefetto Piscitelli a sottolineare la fondamentale funzione dei protocolli, come quello stipulato con le procure del Lazio, il cui obiettivo è ora quello di estenderlo alla Sicilia, una regione che da sola merita un “focus”, essendo il territorio in cui  si verificano il maggior numero delle scomparse (10.830 persone tra il 1974 e il 2016) e sulle cui strutture grava il maggior lavoro per il recupero e riconoscimento dei migranti naufragati in mare (1.607 al 31.12.2016 su un totale di 1.802). «La sottoscrizione di protocolli consentirà di dare un nome alle persone ritrovate, restituendo dignità a loro a e ai loro parenti», ha concluso il commissario Piscitelli.

La XVI relazione semestrale sulle persone scomparse