Perugia, la coesione fra istituzioni e territorio come migliore risposta all’emergenza

Veduta di Perugia
30 Luglio 2020
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Ultimo aggiornamento
Giovedì 30 Luglio 2020, ore 14:53
L’insediamento del nuovo prefetto a colloquio con i giornalisti

«Sono qui per ascoltare le domande di questa terra. E insieme dobbiamo dare riposte». In questa semplice frase si può individuare lo stile che vuole caratterizzare l’azione del nuovo prefetto di Perugia Armando Gradone.

«In Umbria non ci sono organizzazioni criminali radicate, ma questo non significa che la regione non sia terreno fertile per i loro investimenti, anche se ci sono armi per contrastare» afferma il prefetto nell’incontro di ieri con gli organi di informazione. «Continuerà a essere alta l’attenzione su imprese, aziende, appalti e cantieri che solo nell’ultimo anno ha fatto registrare circa 1.000 controlli antimafia delle Forze dell’ordine».

Sono parole che infondono fiducia quelle del prefetto Gradone, che individua nella continuità con il lavoro di chi lo ha preceduto e nel suo potenziamento, i cardini della sua azione. Un lavoro «che spero di moltiplicare ulteriormente» ha proseguito «perché ci sono tanti strumenti da utilizzare, a partire dagli interventi sempre più nuovi e incisivi delle Forze dell'ordine». «Gli interessi mafiosi possono trovare qui forme di affari e quindi bisogna fare di tutto perché le mire di questi soggetti stiano lontane da queste terre, anche e soprattutto in vista dei soldi anti crisi che sono in arrivo».

«In Umbria» prosegue il prefetto «si sono consolidate esperienze di collaborazione che consentono di ricevere tempestivamente segnali di pericolo. Questo territorio ha le risorse per crescere ancora». 

Risorse, crescita e lavoro sono i termini usati dal prefetto che guarda ai giovani e alle loro occasioni ma anche a imprese, mondo accademico, e organizzazioni sindacali che presto incontrerà.

Non dimentica in questa elencazione il ruolo fondamentale svolto dai sindaci durante l'emergenza Covid-19. «I sindaci sono il pilastro del nostro sistema democratico. Mi piace essere al loro fianco, assistere ai consigli comunali perché così si favorisce la coesione tra le istituzioni. L'emergenza coronavirus ha dimostrato quanto sia importante il ruolo delle istituzioni quando lavoriamo insieme».