Pistoia, due interdittive antimafia nel settore della ristorazione e dell’autotrasporto

Prefettura di Pistoia
26 Gennaio 2021
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Ultimo aggiornamento
Martedì 26 Gennaio 2021, ore 17:13
Alta l'attenzione contro le organizzazioni criminali nell'attuale fase emergenziale

Con le due interdittive antimafia adottate dal prefetto di Pistoia, Gerlando Iorio, nei confronti di due soggetti che operavano nel settore della ristorazione e dell’autotrasporto/facchinaggio, uno a Chiesina Uzzanese e l'altro ad Agliana, prosegue l'impegno e il percorso di tutela della legalità del tessuto produttivo sano intrapreso dalla prefettura, con il supporto del Gruppo interforze antimafia.

La misura dell'interdittiva, infatti, regolata dal Codice antimafia, impedisce al soggetto di essere parte contrattuale della pubblica amministrazione, privandolo anche della possibilità di essere titolare di licenza o autorizzazioni di polizia e di commercio.

Nel dettaglio, per quanto riguarda la ditta di facchinaggio, è emerso dagli accertamenti svolti che il presidente del consiglio di amministrazione della società era stato condannato per associazione di stampo mafioso, integrando così i presupposti ostativi previsti dalla normativa.

Per il secondo soggetto, dalle analisi condotte dalla prefettura, è risultato che il richiedente la licenza comunale era gravato da numerosi pregiudizi concernenti reati associativi e già sottoposto a misure di prevenzione.

Le interdittive antimafia adottate confermano l’esigenza di rafforzare la tutela dell’economia legale dai condizionamenti della criminalità in una fase complessa ed emergenziale come quella attuale. Viene evidenziata, peraltro, l’efficacia del modello collaborativo tra Forze di Polizia e Associazioni di categoria, promosso dalla Prefettura, con particolare riferimento al necessario innalzamento del livello di attenzione riguardo alle infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti pubblici e nell’economia locale.